mercoledì, Febbraio 1, 2023
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«Amministrazione Manfredi deludente: città rimasta invariata»

Il segretario cittadino di Azione Luciano Crolla a Stylo24: «Su Napoli Est solo scontro politico tra Comune e Regione»

di Emiliano Caliendo

Luciano Crolla, segretario cittadino di Azione a Napoli, in attesa che il suo partito compia il processo di federazione con Italia Viva di Matteo Renzi, fa un’analisi sullo stato del centrosinistra in città. E ne ha per tutti: dal Pd, ovviamente, al sindaco Gaetano Manfredi.

«Su Napoli est, mi sembra che il Pd si stia giocando un congresso sulle sorti della città. La scuola di pensiero del sindaco è orientata sul modello Napoli, ossia l’alleanza giallorossa con il M5S. Le idee della Regione mi sembrano un po’ diverse, soprattutto rispetto alla questione dello spostamento del Consiglio regionale. Mi ha colpito molto il disfattismo del sindaco più politico che amministrativo. La città langue dal punto di vista amministrativo con la qualità dei servizi rimasta praticamente identica a quando c’era de Magistris. Parla molto di modello Napoli come di alleanza politica elettorale con i 5S, ma servirebbe invece un modello Napoli di buona amministrazione». Questa la sintesi, durissima, del segretario azionista.

Lo scontro tra Enti

Come Azione, siete favorevoli al progetto di Porta Est con il trasloco della sede della Ragione?

«Intanto una razionalizzazione serve. Oggettivamente c’è bisogno di tenere insieme Giunta e Consiglio. Inoltre, mi risulta che il costo del progetto è altissimo e sarebbe ammortizzato in molti decenni, anche perché pare che la Regione abbia fitti passivi per 15 milioni di euro. Sicuramente serve, vorremmo prima vedere e capire però i termini del progetto. A quanto risulta, il Consiglio comunale ha concesso alla Regione molta meno quadratura di quella che servirebbe per aprire i cantieri. Bisogna sostanziarli questi progetti, al momento siamo ancora alla fase di approvazione».

«Si percepisce di più lo scontro politico tra Comune e Regione, che non un processo decisionale vero e proprio sulla porta Est di Napoli. Continua ad esserci uno scontro tra i due enti che sembra il congresso del Pd e a questo francamente ci opponiamo. Vorremmo che l’amministrazione aprisse un confronto con la città su tali questioni e anche sul Centro Direzionale. Potremmo mettere qualche idea a disposizione e soprattutto sarebbe utile coinvolgere la città; invece, sembra una battaglia tra ceti politici».

Che giudizio date dell’amministrazione Manfredi finora?

«Al momento è deludente. Non è in discussione la qualità e la personalità del sindaco però è evidente che quel modello che lui richiama spesso facendo riferimento ad una coalizione che prevede l’alleanza coi M5S, è un modello che resta politico-elettorale ma non si è tradotto in amministrazione. I servizi sono al palo, l’amministrazione dei trasporti è nota, il decoro urbano non ha subito significativi miglioramenti tranne che per un poco in più d’asfalto sulle strade principali. La situazione del traffico resta uguale. Sulla sicurezza: sappiamo che non dipende direttamente dal Comune, ma ci aspettiamo un miglior utilizzo della polizia locale per la gestione di problemi che, oggettivamente, ci sono come quelli riguardanti la movida e i tavolini selvaggi. Gli annunci non risolvono i problemi. Dopo un anno e due mesi non si vedono miglioramenti. Vediamo un attivismo politico al quale non corrisponde un attivismo amministrativo».

I rapporti col Movimento 5 Stelle

La vicinanza di Manfredi a figure del M5S come quella dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico, vi impedisce ogni tipo di avvicinamento al progetto politico del sindaco-professore?

«Questo ci mette in grandissima difficoltà. Se potessi dare un titolo direi: il Sindaco fa il congresso del Pd sulla pelle della città. Chiunque sostenga il Sindaco nella corsa alla segreteria del Pd, se Nardella o Bonaccini, sono problemi suoi. Ribadiamo che dovrà dare un segnale alla città, non al Partito Democratico. Se andasse tutto bene dal punto di vista amministrativo nessuno gli direbbe niente però è chiaro che non sia questo il caso».

Sul Reddito di Cittadinanza siete d’accordo con quanto ha previsto il Governo in finanziaria ovvero l’abolizione per gli occupabili nel 2024?

«Azione sul Reddito di Cittadinanza ha una posizione precisa: il reddito è utile. È una misura di flexsecurity che si trova in tanti posti d’Europa. Il problema è cambiare tutta la parte riguardante il reinserimento nel mondo del lavoro e le politiche attive per il lavoro. Il Reddito dev’essere un aiuto che percepisce chi effettivamente non può lavorare e non chi rifiuta di accettare offerte di lavoro vere. Sul reddito in sé Azione ritiene sia utile ma va modificato dunque».

L’alleanza col Partito Democratico

Per quanto riguarda il futuro in Regione, sosterrete eventualmente un terzo mandato di De Luca, se sarà possibile, oppure pensate di appoggiare, come in Lombardia, un candidato del Terzo Polo?

«In Campania è davvero presto. Sia perché su questo famoso terzo mandato non c’è ancora nulla di concreto, quindi non abbiamo modo di esprimerci. Come Calenda ha indicato più volte non siamo una costola del Pd così come siamo autonomi dalla destra. Decideremo di volta in volta a seconda dei candidati che si presenteranno».

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