giovedì, Agosto 11, 2022
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«Il Movimento 5 stelle è morto, Fico e Di Maio sono i becchini»

Matteo Brambilla, ex capogruppo consiliare pentastellato a Napoli, a Stylo24: il vero sindaco non è Gaetano Manfredi, ma Vincenzo De Luca.

“La decisione di abbandonare il M5s è stata abbastanza scontata, visto quanto accaduto negli ultimi due anni. Ho tenuto fede al mio mandato con i cittadini, che mi hanno eletto nel 2016 per rappresentare un simbolo che non esiste più da tempo. Prendendo atto del fatto che il M5s aveva preso un’altra direzione che non può coincidere con la mia, ho deciso alle 15.01 di mandare la mail”. Così, durante una intervista in diretta a Stylo24, nel corso del format “5 domande a…”, Matteo Brambilla, ex capogruppo consiliare M5s a Napoli, candidato sindaco alle ultime amministrative con la lista civica “Napoli in movimento – No alleanze”.

E proprio a proposito del risultato delle ultime elezioni, Brambilla non ha dubbi. “Il vero sindaco di Napoli non è Gaetano Manfredi, ma è Vincenzo De Luca. Manfredi dovrà soltanto tenere insieme 13 liste più quello che arriverà dopo per spartirsi i soldi del famoso Pnrr e quelli del “Patto per Napoli”. Cosa che, però, credo sarà molto più difficile per lui di quanto sia stato per de Magistris. Manfredi sulla carta ha una maggioranza bulgara, ma già nei primi Consigli comunali ne vedremo delle belle. Soprattutto per quano riguarda la posizione del fu M5s rappresentato da ex DemA, che in aula hanno fatto per anni la lotta al vero M5s. Quello nato il 4 ottobre 2009 e morto il 4 ottobre 2021. Come si vede dai numeri. Nel momento in cui va a votare il 47%, il Movimento è morto”.

“Le parole di De Luca su Fico e Di Maio – continua – sono incredibili. Fare una alleanza politica, che prevede scelte condivise su nomi di assessori, staff, il modo in cui spendere i soldi dei napoletani, è imbarazzante. Di Maio e Fico sono dei traditori di un progetto. Io ho definito le scelte di quelli che qualcuno chiama dirigenti, ma che sarebbero dovuti essere portavoce del M5s, come indecorose dal punto di vista morale, e imbarazzanti e perdenti dal punto di vista politico. La verità è che a Napoli non c’è stata alcuna proposta politica. Questo dovrebbe contare più del numero di consiglieri per far capire chi ha vinto e chi ha perso. Sono mortificato per tutte quelle persone che come me negli ultimi 15 anni hanno dato anima, corpo e tutto a questo progetto e vedranno un ex demA parlare a nome del M5s. Non si può non ammettere che il M5s ha perso, soprattutto a Napoli”.

Per quanto riguarda il futuro, Brambilla ha le idee chiare. “Non è un addio alla politica. Noi ci chiamiamo “Napoli in movimento. No alleanze”, non staremo fermi e a guardare. Ci saranno novità nei prossimi mesi. La cosa più bella del passato sono stati i messaggi che ho ricevuto da un paio di consiglieri e soprattutto dai dipendenti comunali. Questo dà lo spessore di quelle che sono state le nostre modalità di comportamento. Mi hanno detto ‘Ci hai dato la possibilità di dire certe cose anche tramite la tua voce’. E questo vuol dire che il nostro lavoro lo abbiamo fatto bene”. Il ricordo peggiore, invece, è quello della “notte del penultimo bilancio approvato, quando de Magistris si salvò per un voto. Simeone, che non stava bene e venne portato via con l’ambulanza, disse a un consigliere che continuava a parlare di emendamenti finti ‘Fai l’uomo, siamo uomini, votiamo quello che dobbiamo votare, a favore o contro, ma se resto ne va della mia salute’. Quell’appello umano non raccolto, con de Magistris che si salvò per un voto, credo sia stato il momento più brutto di questi cinque anni. A certe persone – conclude -, pur di raggiungere un obiettivo politico, non interessa neanche la vita degli altri”.

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