giovedì, Maggio 26, 2022
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Ammazzati per un sospetto: il giallo dei colpi di pistola da distanza ravvicinata

Innocenti uccisi a Ercolano, la versione di Vincenzo Palumbo non convince i pm: i volti dei ragazzi erano completamente trasfigurati

di Luigi Nicolosi

Notte di sangue alle pendici del Vesuvio, Vincenzo Palumbo, il 53enne camionista che ha assassinato a colpi di pistola gli innocenti Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, resta dietro le sbarre con l’accusa di duplice omicidio volontario. È questo il reato contestato all’autotrasportatore di Ercolano, dopo un interrogatorio durato per quasi tutta la giornata di ieri. L’inchiesta resta al momento avvolta nel massimo riserbo, ma stando ad alcuni rumors investigativi la versione dei fatti fornita dal sicario sembrerebbe non convincere fino in fondo gli inquirenti.

I punti di domanda sarebbero emersi in particolare dai rilievi balistici eseguiti sulla scena del delitto. Palumbo avrebbe infatti sparato sei volte e colpito mortalmente anche alla testa Giuseppe Fusella 26 anni e Tullio Pagliaro, 27 anni, due studenti universitari che abitavano a Portici, a poca distanza l’uno dall’altro, fermi a chiacchierare in auto nei pressi della sua villetta in via Marsiglia, scambiati da lui per ladri. Un’esecuzione in piena regola, che sembra cozzare la ricostruzione iniziale secondo la quale il 53enne avrebbe fatto fuoco dal terrazzino della propria villetta. Il camionista potrebbe dunque aver fatto fuoco da distanza ravvicinata e frontale, forse addirittura mentre l’auto era ancora in marcia: tant’è che la macchina sulla quale si trovavano le vittime ha finito la propria corsa su un muretto di via Marsiglia, a pochi metri dall’abitazione di Palumbo. 

Il 53enne autotrasportare, dal canto suo, ha sostenuto di aver fatto fuoco pensando che Pagliaro e Fusella fossero in realtà due ladri e, avendo già subito di recente due furti, ha reagito in quel modo assurdo e spropositato. Gli inquirenti non sono però convinti fino in fondo di questa motivazione e per questo hanno cercato di ricostruire attraverso il suo raccoto, i rilievi e l’ascolto di testimonianze di residenti una dinanica più dettagliata dell’accaduto. «Il signor Vincenzo Palumbo chiede scusa ai familiari, non era sua intenzione uccidere. Anche lui è profondamente addolorato. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro». Queste le parole dell’avvocato d’ufficio Francesco Pepe, che difende Vincenzo Palumbo, l’autotrasportatore di 53 anni, proprietario di una abitazione in via Marsiglia alla periferia di Ercolano che ha esploso sei colpi di arma da fuoco con una pistola legalmente detenuta uccidendo Giuseppe Fusella, 26 anni, e Tullio Pagliaro, 27 anni, incensurati, di Portici.

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