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di Francesco Vitale

Si sono registrati momenti di forte tensione questa mattina al Cardarelli, dove un folto gruppo di operai è salito sul tetto di una struttura dell’ospedale collinare, per protesta. A manifestare, i lavoratori della American Laundry Ospedalieri spa, ditta a cui è stata revocata la certificazione antimafia.

Va da sé che in seguito a tale provvedimento, la American Laundry si è vista negare
anche la possibilità di poter svolgere
la propria attività per la pubblica amministrazione

I dipendenti della ditta, che si occupa, tra l’altro, della sanificazione, del lavaggio e della sterilizzazione di materiale tessile e materasseria per il settore sanitario, hanno esposto uno striscione per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul rischio di poter perdere il posto di lavoro.

La situazione si è fatta particolarmente
drammatica nel momento in cui alcuni lavoratori
hanno minacciato di lanciarsi nel vuoto

La protesta, oltre che sul tetto della struttura, si è sviluppata anche sui viali del nosocomio. Complessivamente i manifestanti erano una ottantina, alcuni dei quali hanno anche ostacolato la viabilità interna del Cardarelli alle ambulanze che si occupano del trasporto dei degenti tra le diverse strutture.

Dopo l’intervento della polizia, una delegazione di lavoratori ha ottenuto di essere ricevuta in Prefettura. L’American Laundry, con sede a Melito, è una delle lavanderie industriali più importanti della Campania, con rapporti con strutture ospedaliere di rilevanza nazionale come Cardarelli, Pascale, Santobono, Pausilipon, Rummo di Benevento.

La ditta è finita sotto la lente di ingrandimento della Dda
per presunte infiltrazioni dei clan camorristici che avevano visto nell’azienda la possibilità di un affare milionario

Il prefetto Carmela Pagano ha emesso dunque nei confronti dell’American Laundry l’interdittiva antimafia, che era stata già comunicata ai responsabili delle strutture sanitarie che usufruiscono dei suoi servizi. Di recente, un centinaio di dipendenti della ditta, che aveva subito presunte infiltrazioni camorristiche, in particolare dalla fazione dei casalesi facente capo a Francesco Bidognetti, hanno ricevuto una lettera di licenziamento. Tutto ciò ha scatenato una forte protesta. Con la situazione ridimensionata, e un allarme parzialmente rientrato, solo con un accordo e la proroga degli ammortizzatori sociali.

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