Le parole del numero 2 della Federazione campana delle BCC.

“Una grande emozione essere insignito della carica di ‘Senatore’ dell’Ordine dei Dottori commercialisti nell’Aula Magna della Federico II in via Partenope, a Napoli. In pochi attimi ho rivisto una vita di impegno e sacrifici. In quell’aula il mio primo esame universitario con il Prof. Domenico Amodeo, poi l’esame di abilitazione alla professione di commercialista, ed infine i primi passi da giovane professionista”. Lo riferisce Amedeo Manzo, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli e vice presidente vicario della Federazione campana delle BCC a margine dell’evento.

“Iniziare un cammino da zero è sempre complicato, farlo a Napoli senza relazioni, senza supporti familiari ed economici significa contare solo sui propri sogni, il proprio atteggiamento positivo interiore, la propria volontà, la propria perseveranza. Innovare – continua Manzo – è sempre stata una mia attitudine così come la visione: introdurre a Napoli, anticipando poi il percorso proposto dall’UIC (Ufficio Italiano Cambi) per i consulenti finanziari, l’apertura della professione al mondo della consulenza bancaria a piccolissime, piccole e medie imprese, a famiglie, a start-up fu un idea precursiva dei bisogni della gente. Un’idea, un modello che mi ha portato ad aprire studi e vivere esperienze a Napoli, Roma e Milano divenendo partner consulenziale di più di un Gruppo Bancario.
Ho deciso di restare a Napoli, coraggiosamente ma anche razionalmente: ognuno dà il meglio di sé nel proprio naturale habitat”.

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“Sono stati 35 anni straordinari – prosegue –, dove la fatica ed il sudore si sono miscelati alla speranza, alla fiducia, alla voglia di cambiare il destino proprio e di coloro che ti circondano. Anni nei quali ho abbattuto muri di negatività, aggirato ostacoli di perplessità, attraversato i fiumi dell’indifferenza, scalato le montagne del pregiudizio. Ho lavorato molto, ma altrettanto ho gioito non solo per i gradini che salivo, ma per il sostegno dei miei amici, dei colleghi,dei clienti,della gente comune che assieme a me ha fatto volare la “mongolfiera del Sogno” costruendo assieme una Banca dove le persone hanno un nome, dove il computer perde la sfida con l’uomo, dove la dignità non si acquisisce con il saldo del c/c, dove il rating diviene umano”.

“Oggi la Bcc di Napoli è la casa dei napoletani, di tanti soci che in solo 10 anni l’hanno portata ad essere una banca efficiente,dinamica,moderna ma vicina e di comunità. Sono passati 35 anni, di sogni, di progetti, poi evoluti in fatti. Perché i “Sogni” per non essere “Illusioni” hanno bisogno di “Azione” e quindi di “Realizzazione”. Grazie di cuore – conclude – a tutti coloro che hanno consentito di scrivere il mio modesto libro della professione che è lo stesso di una “esistenza” che di trasforma in Vita”.

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