L'amministratore unico di Napoli Holding, Amedeo Manzo

di Giancarlo Tommasone

Il tema del trasporto pubblico è diventato argomento di discussione quotidiana su diversi fronti, nella città di Napoli. Tutti o quasi tutti, con competenze o meno, si affrettano a dire la loro, a rilasciare la propria dichiarazione su un comparto che da tempo viaggia pericolosamente a ridosso del baratro. L’Anm è in concordato preventivo e rischia seriamente il fallimento; da circa un mese l’amministratore unico dell’Azienda napoletana di mobilità, Ciro Maglione, ha gettato la spugna. Fallito su tutta la linea il piano ipotizzato per il recupero, anche l’entusiasmo è ormai un ricordo. Solo qualche mese fa de Magistris, in piazza per il Capodanno, dichiarava: per il 2018 puntiamo sui trasporti pubblici. Era forse l’augurio, quello dettato dalla flebile speranza.

ad
Il capo di Gabinetto del sindaco e direttore generale di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio

Poca cosa rispetto a Napoli capitale mondiale dell’efficienza nei trasporti, esternazione del sindaco risalente alla scorsa estate. Eppure c’è qualcuno, il più autorevole forse in tale tipo di discussione, il più autorizzato a parlare che invece tace da un po’ di mesi. E’ Amedeo Manzo, presidente della Banca di Credito Cooperativo e manager di Napoli Holding, l’azienda che raggruppa tutte le partecipate del Comune. Una delle sue ultime interviste risale a gennaio scorso. A quell’epoca Ciro Maglione era ancora al suo posto e lottava per efficientare il fronte del personale. Tra le soluzioni per creare redditività (termine usato spesso dal presidente di Bcc) c’erano pure quelle dell’aumento del costo dei biglietti, dell’utilizzo dei locali sfitti presso stazioni delle metropolitane e delle funicolari e lo studio di un modo per far produrre utili alle pubblicità su bus, alle fermate e nelle stazioni. In un momento così delicato per il trasporto e per le casse comunali, però, il manager di Napoli Holding sembra sparito dai radar.

Il sindaco Luigi de Magistris

Eppure servirebbe il suo parere su alcune questioni, servirebbero le sue risposte ad alcune domande. Sarebbe interessante sapere pure cosa pensi il banchiere Manzo del progetto di svendita sistematica di beni da parte del Comune, ultimi della serie a finire nel mirino, Terme e Ippodromo di Agnano. E poi quale il suo parere sulla vendita definitiva delle quote Gesac (per 35 milioni e 550mila euro), la società che gestisce l’aeroporto internazionale di Napoli-Capodichino. Si trattava dell’unico asset di peso collegato al turismo, comparto tanto caro a de Magistris e per il quale bisognerebbe intavolare un discorso serio sulla redditività (termine tanto caro a Manzo).

L’ex amministratore di Anm, Ciro Maglione

Torniamo al tema dei trasporti, ci chiediamo se Manzo sia d’accordo con la linea del sindaco nella gestione di questo momento complicato o se il suo allontanarsi dalla scena non nasconda invece divergenza di vedute con il primo cittadino. A cosa è dovuto il prolungato silenzio di Manzo? Lo ribadiamo, è quello che avrebbe più titoli per parlare in questo periodo difficile, eppure l’amministratore di Napoli Holding tace.

Riproduzione Riservata