giovedì, Luglio 7, 2022
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Ambiente, legge approvata: i rifiuti marini dovranno essere consegnati alle autorità

Dopo 4 anni votata la legge «Salvamare»

di Ilaria Riccelli

«Marine litter» è un termine che indica le proporzioni di un grave disagio che sta affliggendo i mari internazionali. Sono i rifiuti marini di qualsiasi natura che vengono dispersi in mare compromettendone l’ecosistema. Sono di solito il frutto della mala organizzazione delle discariche, della enorme quantità di plastica, che viene colpevolmente immessa nelle acque marine, causa dell’inquinamento delle grandi metropoli delle industrie e poi dei rifiuti solidi a terra che vengono inappropriatamente scaricati, come quelli domestici e industriali o stradali. Dopo circa 4 anni di dibattito parlamentare e di lavori in seno alle camere per l’approvazione del disegno di legge, finalmente, è stata votata favorevolmente in Senato la cd. legge «Salvamare», che era stata proposta nel 2018 dal ex ministro dell’ambiente Sergio Costa.

Nei cunicoli della burocrazia italiana, infatti, si era creata una antinomia legislativa nella disciplina del fenomeno della raccolta dei rifiuti in mare, giungendo al paradosso per cui, i pescatori che legittimamente si occupano di trasportare sulle proprie imbarcazioni i cd. «marine litter» abbandonati, per portarli sulla terraferma, rischiavano di essere accusati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata, così come previsto dall’art. 256 del codice dell’ambiente. Gli emendamenti apportati alla legge – finalmente approvata -tendono invece a promuovere il recupero dei rifiuti in mare, ma anche la prevenzione dell’abbandono degli stessi.

Il paradosso: pescatori multati per aver raccolto rifiuti

I pescatori che raccoglievano la spazzatura, che occasionalmente gli si impigliava nelle reti o che si occupavano del trasporto dei rifiuti che accidentalmente trovavano in mare mediante i dispositivi di pesca delle proprie imbarcazioni, prima delle modifiche apportate dalla legge Salvamare, potevano essere sanzionati dalle disposizioni contenute nel codice dell’ambiente.

Le pene severe previste dal codice contemplano, infatti, l’arresto e salate ammende, per un reato che si configura come istantaneo, ovvero si realizza con la singola condotta tipica, senza la necessità di una attività compiuta stabilmente o continuativamente, bastava quindi un solo trasporto non autorizzato a determinare la configurazione del reato.

Le contraddizioni in termini contenute nell’ambito di norme poco chiare avevano, pertanto, negli ultimi anni, recato diversi danni all’ambiente, considerando che il semplice trasporto di questi rifiuti veniva considerato un reato e che quindi i pescatori dovevano ributtarli immediatamente in mare.

Nelle scuole la raccolta differenziata

Ad oggi tutto questo non sarà più necessario, la legge, inoltre, come spiega l’ex ministro Costa, che ne è entusiasta: «Da oggi l’Educazione ambientale entra prepotentemente in tutte le scuole italiane. Prima era possibile, ma non obbligatorio. Da adesso sì. Inoltre, tutte le scuole dovranno fare la raccolta differenziata con l’aiuto degli studenti».

Grande entusiasmo per l’approvazione della legge che tutela i mari anche in costiera. Infatti, tutta la grande quantità di rifiuti, galleggianti o sedimentati sul fondo, sta affliggendo la biodiversità marina, si pensi che ad oggi 731 tonnellate di plastica vengono buttate nel nostro mar Mediterraneo ogni giorno.

È nato quindi il progetto FIRM «una rete da pesca per la filiera dei rifiuti marini» che ha ribaltato la visione antecedente alla legge. Nasce, infatti, lo sviluppo di una filiera innovativa e sostenibile dei «Marine litter»: attraverso l’ideazione di soluzioni innovative in grado di generare produttività e valore economico per l’intero territorio. Ad essere attivamente coinvolte nella raccolta di rifiuti sull’intera costa Campana, che va dal litorale Domizio fino alle coste cilentane e alle isole, saranno proprio le cooperative di pescatori

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