lunedì, Gennaio 30, 2023
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«Te la fai con le guardie», e l’amante mise nei guai il boss (e il carabiniere)

di Giancarlo Tommasone

Il boss e l’amante, un classico della malavita organizzata. Ma bisogna fare sempre attenzione, meglio non tradire. Sarà proprio per questo che una regola non scritta, ma strettamente osservata dai mafiosi vecchio stampo, consiglia agli uomini di Cosa nostra di non imbarcarsi in relazioni extraconiugali. «Perché, se poi tua moglie ti scopre, per dispetto è capace pure di cantarti con le guardie e insieme a te si canta anche la famiglia»; e le donne di mafia hanno tante cose da dire sui propri mariti.

Di solito, però, più della consorte, a conoscere nei dettagli (e spesso a condividere) le attività illecite degli uomini, sono le «amiche» e se le fai arrabbiare, diventano ancora più pericolose delle mogli.

Se ne accorge anche Pasquale Fucito (35 anni), detto il marziano oppure Shrek (ipotizziamo, a causa delle fattezze del suo volto), mentre litiga con la sua amante, la 31enne Anna B..

Il Parco Verde di Caivano

Il dialogo telefonico risale al primo febbraio del 2018 ed è intercettato dalle forze dell’ordine. Durante l’animata conversazione, la donna fornisce (inconsapevolmente) materiale probante agli inquirenti, circa il fatto che il suo amante sia amico delle guardie, nel caso di Marcolino.

Quest’ultimo altri non è che il brigadiere Lazzaro Cioffi, in servizio a Castello di Cisterna, e secondo gli inquirenti, «carabiniere infedele».

Fucito risponde con degli improperi e passa al contrattacco, affermando che la 31enne abbia «venduto la gente» (nello slang camorristico, vendere si traduce con denunciare qualcuno alle forze dell’ordine o al clan nemico). Saltando le prime fasi del litigio, ci soffermiamo sulla parte della conversazione che segue.

Il brigadiere Lazzaro Cioffi

Fucito: «Io sono all’altezza anche di incendiare tua madre dentro casa… senza offesa a te…». Al che la donna risponde: «E tu mi fai un b…». Dopo un botta e risposta non certo oxfordiano, B. dice: «Per mezza che (solo per il fatto che, ndr) te la fai con le guardie, vuoi incendiare mia madre dentro casa?… Tu te la fai con Marcolino (soprannome di Lazzaro Cioffi, ndr)».

Il comando gruppo dei carabinieri di Castello di Cisterna

A questo punto, rendendosi conto della pericolosità delle affermazioni della donna – che potrebbero essere intercettate, come in realtà accade – Fucito sbotta: «Oh, grande tr…, non fare i guai da dentro questo telefono, hai capito, pu…?». E poi Cioffi continua: « Tu ti sei venduta la gente… pu…, tu ti sei venduta la gente e non ti sto dicendo niente…».

Il litigio continua, annotano gli inquirenti nell’ordinanza, ma la coppia, stando sempre ai riscontri investigativi, ha avuto giorni migliori e la 31enne avrebbe accompagnato il suo amante durante i viaggi effettuati per rifornirsi di cocaina. B., scrivono i magistrati nel faldone dell’ordinanza, «partecipa attivamente alla vita associativa ed è protagonista di tutti i viaggi intrapresi dal narcotrafficante per l’acquisto settimanale delle partite di cocaina. Consapevole perfettamente delle dinamiche criminali in cui è inserito il Fucito, che si occupa anche di aiutare nell’individuazione di un soggetto cui affidare la gestione del ristorante acquistato dalla famiglia Cioffi e fittiziamente intestato a Iorio Alessandro. Conosce, infatti, molto bene i rapporti esistenti tra Fucito ed il brigadiere infedele come emerge anche dalla conversazione registrata in epoca recente (e riportata sopra, ndr), in un momento in cui il Cioffi era rientrato in servizio».

Del ruolo di B. rendiconta anche
il collaboratore di giustizia Andrea Lollo,
nel corso di dichiarazioni rese ai magistrati lo scorso 16 marzo.

Gli mostrano la foto di B. e Lollo, riconoscendola, afferma: «E’ Anna, l’amante di Pasquale (Fucito, ndr), sapeva tutto di Pasquale andava con lui in Olanda e lo aiutava in tutti i traffici illeciti… è una persona alla quale Pasquale è molto legato e questa (B., ndr) gli mantiene anche i soldi. Mi disse Pasquale che le aveva o comprato o fittato un appartamento».

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