(Nelle foto il pentito Salvatore Maggio, il ras Francesco Petrone e il figlio Salvatore)

Il pentito Salvatore Maggio è un fiume in piena, tremano gli ultimi ras dello spaccio di via Tertulliano: «Dai Puccinelli percepivo mille euro a settimana»

di Luigi Nicolosi

Ha ricostruito per filo e per segno il funzionamento delle basi di spaccio all’interno del rione Traiano. Ma Salvatore Maggio, ex ras dei Mazzarella passato nelle fila dei Puccinelli di Soccavo prima di pentirsi, non si è limitato a questo: ha indicato anche i nomi di titolari e gestori delle “basi”, puntando il dito contro una donna quasi al di sopra di ogni sospetto: «Ha sempre l’ultima parola». Il retroscena è riportato all’interno dell’ordinanza di custodia cautelare che pochi giorni fa ha portato nuovamente dietro le sbarre i massimi esponenti del clan Puccinelli, a eccezione del boss Francesco Petrone “’o nano ’e straccetta”, che per il momento – visti anche i suoi problemi di salute – se l’è cavata con gli arresti domiciliari.

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È il 7 agosto del 2017 quando Salvatore Maggio, incalzato dagli interrogativi degli inquirenti della Dda, rivela tutte le informazioni in suo possesso: «Posso riferire – ha messo a verbale – sulle attività dei clan operanti nel rione Traiano e precisamente il clan della “44”, di cui fanno parte tra gli altri Genny Carra (oggi collaboratore di giustizia, ndr), Enzo Cutolo, Francesco Pietroluongo “’o checco”, Bruno Annunziata “’o curt”, Ciro Paciullo e Geppina, la moglie di “Borotalco”, che anche se opera nell’ombra ha sempre l’ultima parola».

Ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria per tutti i soggetti tirati in ballo, ecco quanto ha poi aggiunto il pentito Maggio: «Del clan Puccinelli-Petrone fanno parte Francesco Puccinelli di Ciro, Francesco Petrone “’o nano”, Salvatore Petrone, figlio di Francesco, Peppe Lazzaro e il fratello “Lilù ’o russ” e altri». A questo punto l’ex ras parla anche di somme di denaro e mesate: «Dai Puccinelli percepivo 1.000 euro a settimana che dividevo con Salvatore Sembianza. Mia nonna è la sorella del padre di Ciro e Salvatore Puccinelli e quindi era la loro cugina carnale. Avevo buoni rapporti anche con il clan della “44” e in particolare con “’o checco”, il quale mi rispettava sin dai tempi in cui avevo rapporti con Davide Leone. La “44” mi faceva caricare di cocaina la piazza di “Ciculillo” (Gennaro Tranchese), gestore della piazza più forte, il quale però doveva pagare al clan 50mila euro al mese. Quando ritardava nei pagamenti si faceva forte dei buoni rapporti con me, ma il clan della “44” qualche volta ha sparato per avvertimento giù allo scantinato dove avviene la vendita». Amici sì, ma fino a un certo punto.