Il governatore Vincenzo De Luca

La decisione del governatore di tenere per sé le deleghe alla sanità, ai trasporti e alla cultura, rende la nuova giunta di De Luca quasi superflua. Sarebbero bastati i dirigenti regionali

Verrebbe da chiedersi, leggendo la composizione della nuova giunta regionale, a che cosa servano nove assessori al governatore Vincenzo De Luca. Considerate le deleghe che ha distribuito, e ritenuto opportuno, da parte sua, mantenere il controllo totale su sanità, trasporti e cultura, le voci più importanti e rilevanti del bilancio regionale, le materie restanti sono quasi del tutto «ornamentali». Eccezion fatta per le attività produttive, il lavoro e l’urbanistica, che hanno un bisogno maggiore di un indirizzo politico, quel che domani faranno gli altri assessori avrebbe potuto essere svolto ugualmente da un dirigente di Palazzo Santa Lucia o da un funzionario opportunamente formato. Tanto sappiamo come funziona con l’ex sindaco di Salerno: tutti i suoi collaboratori non devono metterlo in ombra. Non ne uscirebbero (politicamente) vivi.

Per questo, tanti nomi di professionisti e uomini e donne sicuramente perbene, ma poco strutturati dal punto di vista politico. Stando così le cose, non c’è da meravigliarsi che il governatore del Pd abbia annunciato così velocemente la nuova giunta. C’è da meravigliarsi che abbia deciso di averne una.

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