Sette punti in cinque partite hanno acceso il laboratorio di Castel Volturno. Lang e Lucca perdono terreno, Vergara può tornare utile
Massimiliano Allegri non considera più il 4-3-3 una certezza. Sette punti e sette gol in cinque giornate hanno convinto il tecnico ad aprire il cantiere tattico a Castel Volturno. La formazione cambierà, e potrebbe cambiare anche il vestito del Napoli.
La difesa a tre entra davvero nei pensieri di Allegri
Il secondo tempo di Firenze ha lasciato più di un dubbio. Allegri cerca una squadra capace di cambiare struttura senza perdere equilibrio e sta valutando seriamente il passaggio alla difesa a tre.
Una scelta del genere potrebbe valorizzare Favasuli e, allo stesso tempo, ridurre lo spazio di Politano. Cambierebbe soprattutto il modo di occupare le fasce e di accompagnare l’azione.
Lang e Lucca devono recuperare terreno
Noa Lang è sceso nelle gerarchie e dovrà riconquistarsi spazio. Lorenzo Lucca rischia invece di vedere diminuire ancora il proprio minutaggio se non riuscirà a incidere di più.
Nessuno parla adesso di cessioni, ma le prossime settimane serviranno a capire chi può davvero stare dentro il Napoli che Allegri sta costruendo. Stylo24 aveva già raccontato la pazienza persa dal tecnico dopo la prova di Firenze.
I rientri allargano le scelte
Neres, Alisson, Giovane, Marianucci e Beukema aumentano le possibilità a disposizione. Se Allegri dovesse scegliere il 3-4-2-1, potrebbe tornare utile anche Vergara, rimasto finora ai margini nonostante un avvio di stagione promettente.
Il giovane aveva già mostrato di poter cambiare una partita, come nella gara in cui De Bruyne e Vergara avevano ribaltato il Napoli dalla panchina.
Anche McTominay chiede tempo
Lo scozzese rappresenta un altro passaggio delicato. Il suo ritorno aumenta il peso del centrocampo e offre più soluzioni a un allenatore che non vuole restare prigioniero degli stessi undici.
Il club ha seguito il recupero attraverso i report ufficiali degli allenamenti di Castel Volturno, mentre Allegri lavora per avere una rosa più intercambiabile.
Il Napoli dovrà imparare a cambiare faccia
È questa l’idea che prende forma. Una squadra capace di palleggiare quando serve e di abbassarsi quando la partita lo impone, senza restare legata per forza allo stesso modulo.
Il 4-5-1 e il 4-2-3-1 restano opzioni, ma non più rifugi automatici. La peggiore partenza dai tempi del primo Sarri ha accelerato una riflessione che Allegri aveva già iniziato. Ora viene la parte più difficile: trasformarla in campo.

















