Il boss Edoardo Contini al momento dell'arresto

di Giancarlo Tommasone

Dall’ordinanza relativa all’inchiesta condotta contro l’Alleanza di Secondigliano, emergono numerosi episodi di usura ed estorsione. Alcuni di questi, come nel caso di un avvocato civilista e di un vetraio, si concludono con il suicidio delle vittime, che non sopportano oltre le vessazioni, le minacce, le paure.

Gli epiloghi tragici,
i suicidi delle vittime
di usura

Altre volte le persone, verso le quali il clan vanta un credito, sono costrette a cedere beni immobili. Oltre al caso dell’imprenditore che ha dovuto mettere in vendita la casa nel periodo natalizio, nell’ordinanza viene riportato l’episodio di un operatore economico, un consulente finanziario. Quest’ultimo deve restituire a Salvatore Botta (elemento apicale del clan Contini) una somma di 50mila euro oltre ad altri soldi, e alla fine sarà costretto a cedere un appartamento.

L’operatore economico
al «servizio» del clan

«Le indagini – scrive il gip Roberto D’Auria nell’ordinanza – hanno dimostrato l’esistenza di un rapporto di collaborazione, oltre che economico, tra la famiglia Botta e un operatore economico totalmente asservito alle necessità finanziarie del sodalizio e determinato a mettere in campo le proprie entrature nel sistema bancario allo scopo di portare a termine operazioni bancarie nell’interesse di Salvatore Botta e di sua moglie (Rosa Di Munno)».

Le intercettazioni
in carcere
I colloqui
intrattenuti
da Salvatore Botta
con i suoi familiari

Da intercettazioni effettuate il 23 maggio del 2012, durante un colloquio in carcere (dove si trova Botta), «si rileva l’organizzazione di una operazione per la quale sarebbe stata affidata (all’operatore economico), a fini di investimento, una somma di denaro pari a 50mila euro, e un rapporto di debito/credito rimasto non chiarito nell’importo e nella causale», annotano gli inquirenti. Dal colloquio che avviene tra Salvatore Botta, sua moglie e la figlia della coppia, si evince come l’operatore economico non si stia «comportando bene (perché indietro con i pagamenti, ndr). E’ un imbroglione (…) Fatti dare i soldi e fatti dare pure i 50mila euro (quelli dell’investimento)», dice Salvatore Botta alla moglie. Botta ribadisce:  «Questo deve portare i soldi. Gli devi far dire che andasse a fare un debito, se no lo mando a picchiare».

Conoscendo la situazione di insolvenza e la disponibilità di liquidità pari a zero, da parte del debitore, il sodalizio prende di mira i suoi beni immobili. Nel corso del colloquio registrato il sei giugno del 2012, si apprende che il debitore è intestatario di un appartamento. «Lui dice che tiene un’altra casa intestata», afferma Botta. «A Pozzuoli – dice la moglie -, la sta vendendo con la banca, sta facendo il mutuo con la banca…». Al che Botta le dice: fatti portare a vedere la casa. Con il chiaro intento di cercare di appropriarsene, sottolineano gli inquirenti. Al colloquio prende parte anche il fratello di Salvatore Botta, Angelo. «Ti ha portato i diecimila euro (si presume gli interessi sul debito contratto)?», chiede Salvatore. «Me li deve portare entro il 15 (del mese)», risponde il fratello di Botta. A quest’ultimo viene fatta anche una raccomandazione: «Parla chiaro, devi dire: ha detto mio fratello che tu sei un imbroglione, venditi la casa e dacci i soldi, altrimenti vai a finire male». Dai dialoghi di un successivo colloquio (27 giugno del 2012), emerge poi, la circostanza che il debitore, non solo non ha versato il dovuto, ma ha fatto anche perdere le proprie tracce.

La reazione del ras:
«Lo troviamo,
lo troviamo e allora
lo dobbiamo uccidere»

Avvertito della cosa, Salvatore Botta dice: «Lo troviamo, lo troviamo e allora lo dobbiamo uccidere». Una volta trovato, il debitore insolvente, secondo gli ordini di Salvatore Botta, dovrà essere picchiato dal fratello Angelo e «da un certo Peppe, per poi costringerlo a cedere la proprietà di un immobile, di fatto intestato alla sua amante, in favore di una terza persona (prestanome) riconducibile al clan», è scritto nell’ordinanza.

La cessione
dell’appartamento
intestato all’amante
della vittima di usura

Le dinamiche per la cessione dell’appartamento saranno attivate a ottobre del 2012, nel corso di un incontro in un istituto di credito, a cui partecipano l’operatore economico debitore verso il clan e i soggetti interessati dalla compravendita della casa.