di Giancarlo Tommasone

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Altra branca attiva e assai remunerativa per il clan Contini, è rappresentata dalle rapine di orologi preziosi. Nell’ordinanza, relativa all’inchiesta condotta nei confronti dell’Alleanza di Secondigliano (126 misure emesse, 214 indagati) si fa riferimento anche a un gruppo di rapinatori di Rolex. I colpi vengono messi a segno sia a Napoli che in città del Nord Italia. La «squadra» delle rapine in trasferta, secondo gli inquirenti, è guidata da Salvatore Longobardi, alias ‘o ciore, elemento considerato organico alla cosca del Vasto-Arenaccia.

Il capo della paranza
di rapinatori di Rolex

«L’esistenza di bande specializzate di rapinatori di orologi preziosi risulta incentivata dai vertici del clan – è scritto nell’ordinanza a firma del gip Roberto D’Auria -, i quali vi vedono un ulteriore fonte di reddito». Interessante, su questo aspetto, la conversazione intercettata a settembre del 2013, in un’auto, a bordo della quale si trovano Antonio Aieta e Antonio Grasso. Mentre i due sono impegnati a effettuare alcuni conteggi di denaro «incassato o da incassare, facevano esplicito riferimento alla somma di mille euro, che Salvatore Longobardi (indicato col soprannome di ‘o ciore) aveva da poco consegnato nelle mani di Massimo Fiorentino».

La quota
da pagare
mensilmente
al clan Contini

Si tratta, ipotizzano gli inquirenti, della quota mensile che Longobardi era tenuto a versare al clan per poter gestire la paranza dei rapinatori di Rolex. I componenti della «squadra», secondo quanto è riportato nell’ordinanza, risultano essere «oltre al già citato Salvatore Longobardi, Diego Cinque, Gianluca Di Martino, Paolo Di Martino e Mario Liquori». Il gruppo si muoveva in Emilia Romagna e più precisamente tra le province di Parma, Reggio Emilia e Modena e poteva contare sull’appoggio logistico al Nord. Paolo Di Martino era, infatti, residente a Reggio Emilia, e Mario Liquori «aveva le conoscenze giuste, grazie alle quali era più facile piazzare la refurtiva».

Dell’esistenza di bande di rapinatori di orologi preziosi all’interno del clan Contini, parla anche il collaboratore di giustizia, Ciro De Magistris. «Questi ragazzi, poi portavano i Rolex rapinati a Ettore Bosti ‘o russo (figlio del boss Patrizio); e anche a Nicola Rullo». Questi ultimi due «o li regalavano a persone di loro interesse, oppure li vendevano». Si fa cenno anche al fatto che i rapinatori, portassero, in determinate circostanze, i Rolex presso una pizzeria dell’Arenaccia (Stylo24 aveva dato in esclusiva la notizia a novembre del 2017) indicata come vera e propria centrale della ricettazione dei preziosi cronografi. «Il gestore di questa pizzeria – racconta Ciro De Magistris – è un fiancheggiatore dei Contini e riceve gli orologi rubati. Una volta Nicola Rullo lo picchiò, proprio per mettere in chiaro che la ricettazione degli orologi doveva “passare” anche per lo stesso Rullo».

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