Tra gli oggetti, due busti in marmo, mobili antichi, dipinti e sculture

Va all’asta una selezione di beni provenienti dall’eredità di Eduardo De Filippo (1900-1984): i lotti saranno offerti martedì 22 ottobre (ore 15) dalla casa Il Ponte a Milano, nelle sale di Palazzo Crivelli. Gli arredi, spiega in un comunicato la casa d’aste, si caratterizzano per essere espressione della vita personale e artistica del celebre drammaturgo e attore partenopeo: mobili antichi, dipinti e sculturerecuperati nel tempo o in vecchi teatri ormai distrutti“.

Una coppia di busti in marmo (stima euro 7.000-8.000); due monumentali coppie di torciere napoletane di inizio Ottocento in bronzo (stima euro 2.400-2.600 cadauna); una coppia di sculture napoletane in legno laccato e scolpito raffiguranti personaggi della commedia in abiti ottocenteschi (stima euro 4.500-5.000); la scultura in marmo bianco di Achille Alberti ‘Madre, firmata e datata 1915 (stima euro 7.000-8.000), interpretata all’epoca come l’allegoria dell’Amor di Patria: sono solo alcuni esempi di quell’istinto del palcoscenico di cui De Filippo amava circondarsi anche nell’intimità della propria casa.

Traspare invece dai dipinti di scuola napoletana dei secoli XVII e XVIII l’Eduardo collezionista che abbandonava l’attrazione squisitamente istrionica verso l’opera d’arte per coglierne la qualità stilistica e la bellezza intrinseca. Tra i dipinti figurano tre ‘Nature vive’ realizzate da Aniello Ascione nelle quali è evidente l’influenza della pittura di Abraham Brueghel. In asta anche il ritratto (stima euro 1.800-2.000) che il pittore e amico Carlo Siviero (Napoli 1882 – Capri 1953) gli dedicò: “A Eduardo De Filippo l’ombra di un altro grande Eduardo offro cordiale amicizia e viva ammirazione“. La tela si intitola “Ritratto di Eduardo De Filippo nei panni di Edoardo Ferravilla che interpreta il Tecoppa”.

Il drammaturgo autore di “Filumena Marturano”, che nella sua vita si dedicò alla tutela ed alla memoria storica ricercando e circondandosi di oggetti scelti con un preciso criterio e di cimeli storici, aveva allestito il suo quotidiano con lo stesso spirito dove “ogni pezzo coniuga Teatro e Storia, intrecciando vita personale e vita artistica, una commistione curiosa e raffinata che rivela il gusto dell’artista e dell’uomo e restituisce le sue chiaccherate con gli amici“, come ha scritto Maria Procino, curatrice delle biblioteche e degli archivi Eduardo e Luca De Filippo e Francesco Rosi.