La bandiera dello Stato Islamico

di Giancarlo Tommasone

Un’indagine della Procura salernitana ha riacceso i riflettori sull’allarme terrorismo islamico in Campania. Nelle scorse ore presso il Palazzo di Giustizia di Salerno sono state interrogate tre persone residenti a Sarno.

Si tratta di due italiani
(padre di 52 anni e figlia di 25)
e di un cittadino
di origine marocchina
(un 24enne ex marito della 25enne)

Il tribunale di Salerno

I tre indagati, secondo quanto riporta Il Mattino, tra il 5 e il 15 dicembre del 2016, avrebbero fornito ospitalità all’algerino El Haded Rachid. Non è proprio uno qualunque, Rachid. E’ infatti indiziato di far parte di gruppi terroristici e di essere vicino a Khaled Babouri, l’autore dell’attentato del 6 agosto 2016 a Charleroi, in Belgio. Durante l’azione, poi rivendicata dall’Isis, Babouri, prima di essere ucciso dagli agenti, aveva ferito due poliziotte a colpi di machete. Rachid stesso era stato arrestato in Belgio, con l’accusa, appunto, di partecipare a una associazione, che con finalità di terrorismo internazionale, si riproponeva la realizzazione di atti violenti.

La bandiera dell’Isis ritrovata nei pressi dell’ufficio del Giudice di Pace

Attenzione altissima tra il Salernitano e il Vesuviano, anche perché vi si sono registrati episodi alquanto inquietanti. Sempre a Sarno, la mattina del 10 dicembre del 2015, fu ritrovata una bandiera dello Stato Islamico. Il vessillo del Califfato di Al Baghdadi fu rinvenuto all’ingresso dell’ufficio del Giudice di Pace. L’ignoto sostenitore, si era premurato di scavalcare i cancelli a protezione dell’edificio e di piantare la bandiera dell’Is accanto a un albero.

Il Califfo Abu Bakr Al Baghdadi

Il Salernitano e in particolare l’Agro nocerino-sarnese,
si confermano territori costantemente sotto la lente degli inquirenti

Alla fine di marzo del 2016, invece, gli agenti della Digos fermano, a Bellizzi (paese a 50 chilometri da Sarno), un altro algerino: Djamal Eddin Ouali. Il 40enne era destinatario di un mandato di arresto internazionale spiccato il 6 gennaio 2016 su richiesta delle autorità belghe, per i reati di partecipazione a un’organizzazione dedita al falso documentale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (rete di falsari di documenti, che sarebbe stata utilizzata – secondo gli inquirenti – anche da terroristi implicati nelle stragi di Parigi e Bruxelles).

A Bellizzi, il 40enne era con la moglie incinta e altri due familiari

Stando alle risultanze investigative effettuate dalla Digos, l’uomo era solito recarsi in Francia, Belgio e Germania. Allarme rosso e controlli rafforzati anche in seguito al furto sospetto di tre furgoni avvenuto a Salerno, alla fine di novembre scorso. La preoccupazione per un attentato – sulla scorta delle azioni effettuate in Europa, con la tecnica della car jihad – era salita alle stelle. Anche perché di lì a poco, le strade della città si sarebbero riempite di bancarelle e luminarie natalizie che attirano ogni anno migliaia di visitatori.