“Si fa presto a ricordare i doveri delle piccole e medie imprese, ma dove sono i diritti? Il diritto, ad esempio, di poter avere una raccolta rifiuti efficiente e organizzata. Considerato, peraltro, che la si paga. E anche tanto”. Lo ha detto Antonella Giglio, vicepresidente Confapi Napoli. “La città vive un fantastico momento sul fronte turistico – ha aggiunto – nonostante i servizi essenziali siano quasi inesistenti. Potremo inventarci mille strumenti per il rilancio dell’economia, come le Zes, le aree a burocrazia zero, i porti franchi, ma se non riusciamo a garantire un minimo di vivibilità ai cittadini e ai visitatori, saremo sempre punto e a capo”.

Antonella Giglio, vicepresidente Confapi Napoli e presidente Atargatis-Costa del Vesuvio

“L’Amministrazione comunale, che è giustamente, per carità, attenta alle mille incombenze economiche e burocratiche che gravano sulle Pmi che operano in città non presta però altrettanta cura nell’assicurare condizioni civili in cui lavorare – ha proseguito la Giglio -. Qualche giorno fa, in una piazza centralissima della città, una gelateria, che deve mantenere protocolli di salubrità degli alimenti elevatissimi, era letteralmente assediata da rifiuti e sporcizia accatastati davanti al marciapiedi. Questo è, francamente, troppo”. “Vogliamo parlare, ancora, delle blatte e degli insetti che zampettano e volano indisturbati vicino ai tavolini all’aperto, per tenere i quali si pagano sostanziosi canoni, oppure dei cassonetti dell’immondizia lasciati a fermentare? Il lavoro degli imprenditori – ha concluso l’esponente di Confapi – è già difficile di per sé, non è necessario che anche le Istituzioni diano il loro contributo per appesantirlo. Lo eviteremmo volentieri”.

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