sabato, Novembre 26, 2022
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«Alla sbarra il finto maresciallo». C’è anche la violenza sessuale

Carmine Cascio comparirà davanti al gup del Tribunale di Napoli Nord. Contestato anche un nuovo reato

È stata fissata la data dell’udienza preliminare davanti al gup Donata Di Sarno del Tribunale di Napoli Nord per Carmine Cascio, l’uomo accusato, dopo un’indagine della stazione dei carabinieri di Pignataro Maggiore, di aver truffato e abusato di una donna, difesa quest’ultima dall’avvocato Marcello Lala del foro di Napoli.

Una storia che nei mesi scorsi ha fatto molto scalpore. Cascio, che attualmente è sottoposto all’obbligo di dimora nella Regione Lazio dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 15 novembre.

La richiesta di rinvio a giudizio

Nella richiesta di rinvio a giudizio è imputato del reato previsto e punito «dagli articoli 81 e 629 c.p. e art 61, n. 7 cp perché in esecuzione del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, con molteplici atti di minacce, consistite nel fare intende alla parte offesa, che per le qualità personali del richiedente (sedicente Maresciallo dei Carabinieri, nonché funzionario parlamentare e membro dei servizi segreti) per le modalità, i tempi ed il contesto (anche sfruttando la relazione sentimentale intrattenuta con la vittima e la presunta detenzione di fotografie ritraenti la stessa in atteggiamenti sessualmente impliciti) in cui si realizzava la richiesta di denaro, che, in caso di mancato versamento, avrebbe subito ritorsioni, in tal modo, per procurare a sé un ingiusto profitto con altrui danno, costringeva la persona offesa a periodici versamenti di denaro (sia in contante che mediante ricarica) e a consegnargli gioielli in oro».

In particolare «minacciava la persona offesa con frasi del tipo: “tu non hai idea con chi hai a che fare! […] sono una persona rispettata tra le forze dell’ordine perché sono un Maresciallo dei Carabinieri e lavoro per i servizi segreti e tutto quello che fai si rivolterà contro di te e la tua famiglia”, nonché “se non mi dai i soldi attraverso le ricariche, io svelo la nostra relazione a tuo marito” così costringendo la stessa ad effettuare numerose ricariche, per un ammontare di circa 3.000,00 euro sulla carta postepay a lui in uso; con minaccia di morte nei confronti del figlio della persona offesa “io di tuo figlio non ti faccio trovare neanche le ossa e il corpo, sai quante persone spariscono e non si trovano più”, costringeva la parte offesa a consegnargli gioielli in oro dal valore di circa 5.000,00 euro; inducendo la persona offesa a consegnargli la carta bancomat e il relativo codice Pin; minacciando continuamente la persona offesa di divulgare foto e video intimi per indurla ad ulteriori dazioni di lavoro».

Con l’aggravante «di aver cagionato – si legge ancora – alla persona offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità»

Inoltre è accusato del «reato previsto dall’articolo 640 c.p. e art. 61, n.7 perché con artifizi e raggiri consistiti nel riferire falsamente alla parte offesa che aveva la possibilità, sfruttando le sue conoscenze, di poter trovare una sistemazione lavorativa per il figlio, induceva in errore la persona offesa che si determinava a versargli diverse somme di denaro in contanti (nel mese di agosto 2020, dapprima 1000 euro poi altri 2000), ad effettuare ricariche postepay su carte a lui in uso, nonché a cedergli diversi monili in oro (nel mese di agosto 2020 per un valore di circa 3000,00 nel mese di dicembre 2020 per un valore di circa 10.000 euro), senza che nessuna assunzione avvenisse, così procurandosi l’ingiusto profitto, consistito nelle predette somme corrisposte, con danno economico di pari ammontare per la persona offesa. Con l’aggravante di aver cagionato alla persona offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità. In Frignano, dall’agosto 2020 al dicembre 2020».

Del reato previsto dagli articoli «81 e 609 bis c.p. perché, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, nel mese di dicembre 2021, con violenza costringeva la parte offesa, a subire atti sessuali, in particolare, una prima volta, trascinando la parte offesa nello sgabuzzino del suo appartamento, sito in Frignano, alzandole il vestito, la obbligava ad avere un rapporto sessuale, nonostante il rifiuto della persona offesa che gli ripeteva “io ti schifo, mi devi lasciare in pace”; nel mese di gennaio 2022, mentre si trovava in auto in compagnia della parte offesa, dopo essersi sbottonato i pantaloni, afferrava la testa della predetta piegandola sulle sue gambe». Accuse contestate dal sostituto procuratore della Repubblica Fabrizia Lucia Finizio con «recidiva reiterata e infraquinquennale».

Ricostruzioni della Procura rispetto alle quali Carmine Cascio potrà replicare, assistito dai suoi legali, per dimostrare la correttezza della propria condotta e la sua innocenza. Per l’uomo va ribadita, infatti, la presunzione di non colpevolezza. Nel prosieguo dell’attività istruttoria, comunque, Cascio avrà modo di presentare memorie, controdeduzioni, e di farsi interrogare.

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