Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella

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C’è anche una piccola napoletana tra i 28 destinatari della benemerenza statale che fu istituita dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

«Non ce lo saremmo mai aspettato e quando ieri (venerdì)
è arrivata la telefonata del ministero dell’Istruzione mia figlia
mi ha chiesto perché proprio a lei questo premio»

Teresa Baratto è la mamma di Anna Balbi, 13 anni da compiere, che vive in un quartiere tra i più difficili di Napoli, e che il 13 marzo prossimo riceverà dalle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il riconoscimento di Alfiere della Repubblica, assieme ad altri 28 giovanissimi che si sono distinti in azioni di solidarietà.

Anna Balbi spende il suo tempo libero a servire nella mensa dei poveri e degli anziani, a pulire le spiagge dai rifiuti assieme ai volontari
del Wwf e di Libera, a dare lezioni di sicurezza su internet ai coetanei

«E deve studiare, e portare buoni voti – racconta mamma Teresa all’Agi – perché io non sono riuscita ad andare avanti negli studi, suo padre fa il panettiere tutta la notte e i miei figli non devono sentirsi a disagio». Anna ha due fratelli di 25 e 21 anni che la seguono, la proteggono e la incoraggiano negli studi come nelle attività sociali. «Le sue insegnanti – racconta ancora la signora Teresa – mi dicono che Anna deve fare un lavoro che la porti a contatto con le persone, perché è generosa e sempre disponibile ad aiutare gli altri. Io sono contenta, perché anche io da piccola frequentavo la parrocchia e cercavo di aiutare gli altri. Lei vorrebbe fare la pediatra e noi faremo di tutto per farla studiare».

Buona, generosa, sempre disponibile, ma anche tanto coraggiosa. «Se c’è qualcuno in difficoltà – dice Teresa Baratto – Anna non si tira indietro. A volte mi preoccupa, ma poi penso che ho sempre insegnato ai miei figli che bisogna aiutare il prossimo, anche se dalle nostre parti spesso ci vuole un po’ di coraggio». La mamma di Anna racconta di aver saputo dell’onorificenza già da un po’ ma di non averlo detto alla figlia quando è arrivata la comunicazione ufficiale. «Per la verità la sua preside me lo aveva anticipato – rivela – perché essendo nel periodo di Carnevale, temeva che potessi pensare a uno scherzo. Ma anche se ero preparata, quando è arrivata la comunicazione mi sono emozionata comunque. Credo che mia figlia si porterà per tutta la vita questa gioia».

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