Una Ferrari

Il racconto del pentito Alessandro Montella: «A Madrid le gare di velocità di Scarpa con i parenti del boss Amato»

Alessandro Scarpa si intratteneva con gara di velocità con i parenti di Lello Amato, boss dei cosiddetti Scissionisti. Ed è in una di queste gare, nella penisola iberica, che Alessandro Scarpa ci rimese la sua Ferrari blu elettrico. Lo racconta in un interrogatorio Alessandro Montella il 21/6/2012 che racconta anche del traffico di stupefacenti del boss Raffaele Imperiale tra la Spagna, la Tunisia e la provincia di Napoli. Un giro in cui «la Finazzo era coinvolta, assieme anche al convivente Mario Accarino, a Scarpa Domenico, alias “Mimmuccio” e fratello di Scarpa Vincenzo “’o duttore”, e a Valentino Gionta, figlio di Ernesto Gionta, in un traffico di droga e di eroina dalla Tunisia verso Torre Annunziata».

«Questa droga – sottolinea Montella -, una volta giunta in Campania, veniva, quasi tutta, consegnata ad altre organizzazioni di narco-trafficanti, attive anche in altre parti del territorio nazionale. È importante sottolineare che la Finazzo e Scarpa Vincenzo erano «una sola cosa» con Viglio Carmela ed Ernesto Gionta. L’organizzazione era, infatti, la stessa ed era ramificata nei territori di Torre Annunziata, dove operano i “Gionta”, Pompei, dove abita Viglio Carmela, Varese, dove opera la Finazzo e la Spagna».

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Ma la parte interessante del racconto di Montella è il ruolo e la vita di Alessandro Scarpa, figlio di Domenico e nipote di Vincenzo, nella penisola iberica dove operava per conto dell’organizzazione Imperiale. «La base operativa, in particolare, si trovava a Madrid, dove Alessandro Scarpa gestiva un supermercato in cui venivano commercializzati, all’ingrosso, prodotti alimentari tipici italiani, di cui era titolare formale proprio la Finazzo. Lo Scarpa Alessandro gestiva, poi, assieme a “Concetta”, moglie di suo zio Vincenzo, una pizzeria a Madrid».

L’incidente e la riparazione nelle officine di Maranello

All’epoca, spiega Alessandro Montella, Scarpa «camminava “in giro” per la città con una Ferrari blu elettrico, con la quale ebbe anche un incidente in Spagna, mentre stava gareggiando in velocità con dei parenti di “Lello” Amato. Fu proprio la Finazzo Franca ad occuparsi della riparazione, presso le autofficine di Maranello, di quest’autovettura che era stata acquistata presso una concessionaria ubicata all’uscita dell’autostrada di Scafati». Una concessionaria, secondo il racconto di Montella, location di importanti summit. «Presso questa auto-concessionaria di Scafati, si sono tenuti numerosi incontri tra Enzino Scarpa «’o duttore» e i «quagli quagli», per organizzare il traffico di droga. Ciò avveniva nel periodo in cui Scarpa era latitante e con la compiacenza del titolare» della concessionaria.

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