Lo storico Aldo Giannuli

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di Giancarlo Tommasone

Il sorriso sardonico a cui ci ha abituati il vicepremier Luigi Di Maio si è trasformato nel sorriso sardo, o meglio nella smorfia amara, che si sarà impossessata del suo volto, una volta decisi i giochi nell’isola a sud della Corsica. C’è chi parla di una leadership politica messa in discussione nel M5S e si riferisce a uno scontro sotterraneo in atto tra Di Maio e Fico; chi invece, come lo stesso presidente della Camera, si limita a un sibillino «dico solo: viva la democrazia». Sulla situazione attuale vissuta dai grillini e sul futuro del Movimento, Stylo24 ha raccolto le considerazioni e le previsioni di Aldo Giannuli, politologo ed ex consigliere di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio.

Professor Giannuli, con la disfatta in Sardegna, il M5S si avvia verso un ineluttabile tramonto?
«Mah, credo che l’esito della tornata della scorsa settimana rappresenti un segnale forte circa la flessione del Movimento, però bisognerà attendere comunque altre rate elettorali. Ad esempio quella di marzo in Basilicata e poi quella di maggio con le Europee; lo stesso giorno delle Europee si voterà anche per il rinnovo del Consiglio regionale in Piemonte».
Perché ritiene che lo step fondamentale sia rappresentato dalle Europee?
«Perché si tratta di un test che innanzitutto coinvolge l’intero territorio nazionale, e poi perché il  numero dei candidati è sensibilmente inferiore rispetto a un altro tipo di tornata, e quindi non si potranno avere più scuse».

Luigi Di Maio e Roberto Fico

Che tipo di scuse?
«Le classiche pezze a colori che il Movimento usa mettere a caldo dopo la disfatta, adducendo, ad esempio, come motivo della sconfitta, la poca visibilità dei propri rispetto ai concorrenti degli altri partiti. Ma quando si andrà alle Europee, per le quali parliamo probabilmente di meno di mille candidati in tutt’Italia, in caso di debacle, non ci sarà scusa che tenga, né ci sarà la possibilità di nascondersi dietro bugie pietose».
Previsioni?
«Se (i grillini) si attestano oltre il 30%, il che significa la più beatifica delle previsioni, è una vittoria; pur perdendo qualche punto rispetto al recente passato, vuol dire che comunque, si consolidano. Se ottengono tra il 25 e il 30%, a parte il risultato non entusiasmante, risultano aver retto. Sono dolori, invece,  se si scende sotto il 25%, una catastrofe se si va sotto il 20».
Il presunto scontro sulla leadership che vedrebbe protagonisti Di Maio e Fico, quando potrebbe uscire allo scoperto?
«Il vero scontro si avrà, già se si dovesse scendere sotto il 25%; poiché significherebbe aver letteralmente bruciato tutta l’avanzata di questi anni, rispetto al risultato delle Politiche del 2013. Ed arrivare secondi dietro la Lega. Tutto ciò innescherebbe un altro tipo di meccanismo: Salvini attualmente fa il carino, ma se il M5S dovesse andare troppo sotto, con la scusa di un rimpasto, è inevitabile che chiederà una maggiore presenza».

Quindi, tutto rimandato a maggio?
«Sì, adesso assistiamo a delle avvisaglie, comunque fortemente indicative. Anche se il futuro non farebbe presagire niente di buono: so che circolano dei sondaggi, che per carità potrebbero lasciare il tempo che trovano, ma che sono molto sconfortanti».
Quanto sconfortanti?
«Alcuni danno il Movimento sotto il 20% alle prossime Europee. Il rischio che si avveri un risultato del genere c’è».
Cosa pensa del progetto dei 20 coordinatori regionali a cui lavora il M5S?
«La vedo difficile. Per fare un partito radicato sul territorio coi 20 ‘commissari’ nominati con la spada sulla spalla dal grande capo, c’è bisogno di avere gente abituata a gestire gli enti locali, di gente che abbia senso dell’organizzazione e che soprattutto, porti voti. Questi sono tutti personaggi che portano il voto proprio, della propria famiglia, del proprio condominio e forse dei colleghi di ufficio».
Reddito di cittadinanza, ce la faranno?
«Il problema è che più passa il tempo, più ci mettono dentro clausole che escludono, che riducono, che rinviano. Sicuramente faranno una cosa: manderanno il ‘bancomat’ vuoto, entro aprile, a chiunque lo chieda. Con la promessa che, nel caso risulti averne diritto, ti daranno anche gli arretrati. Faranno una cosa del genere, dubito che funzioni».

 

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