La consigliera regionale si è rassegnata a cancellare con le ruspe quelle cubature prive di autorizzazione.

di Fabrizio Geremicca.

“Ripristino dello stato dei luoghi”. Recita così il cartello esposto ad uno dei varchi che a Vico Equense, precisamente alla Marina di Aequa, immette nella proprietà di Flora Beneduce, il consigliere regionale eletto con Forza Italia e considerato fino a qualche tempo fa molto vicino a Luigi Cesaro, che recentemente ha annunciato il suo passaggio e la sua imminente candidatura con le truppe di Vincenzo De Luca. I lavori sono iniziati da alcune settimane e sono finalizzati a demolire una struttura abusiva, realizzata negli anni Ottanta dai coloni di Armando De Rosa, ex assessore regionale democristiano e marito di Beneduce. Nel 2014 quest’ultima ed il consorte avevano ottenuto una licenza in sanatoria, dopo una lunga vicenda di pareri, interpretazioni e carte bollate. Il condono, però, aveva poi sancito il Tar Campania a gennaio 2015, accogliendo il ricorso di un confinante che ne chiedeva l’annullamento, era illegittimo, cosi come i pareri favorevoli che avevano espresso la Soprintendenza ed il Comune di Vico Equense.

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I giudici rilevarono una lunga serie di incongruenze, la più macroscopica delle quali è che, quando fu presentata per la prima volta istanza di sanatoria nel 1986 dai coloni di De Rosa, l’immobile praticamente non esisteva più, era stato semidistrutto da un incendio. Ancora, la sentenza rilevava che la struttura condonata nel 2014 era stata edificata successivamente al primo ottobre 1983, il termine ultimo per la realizzazione dei manufatti sanabili ai sensi del condono edilizio del 1985. Particolari non trascurabili che, evidentemente, erano sfuggiti al controlli dei tecnici del Comune della penisola sorrentina e dei funzionari della Soprintendenza. Beneduce e De Rosa avevano poi presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar Campania. I giudici amministrativi di appello si sarebbero pronunciati con molta probabilità entro la fine dell’anno. Beneduce, però, li ha preceduti e si è rassegnata a cancellare con le ruspe quelle cubature prive di autorizzazione.

L’area prima della demolizione: sulla sinistra il resort sotto sequestro, “Il Sireneo d’Aequa”; sulla destra, con i tetti rossi e verdi, la struttura abusiva demolita recentemente.

Potrebbe essere stato un segnale di sfiducia riguardo all’esito della sentenza di appello. O, magari, un gesto di buona volontà da offrire ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata, dove è in corso il processo per lottizzazione abusiva relativo ad altri presunti illeciti realizzati in quel terreno, su una casa colonica e su alcuni ex depositi agricoli trasformati nella casa vacanze “Il Sireneo d’Aequa”. Beneduce è imputata con il figlio Fabrizio e con un agronomo. L’area – circa 12.000 metri quadrati – è sotto sequestro. La prossima udienza del dibattimento è in calendario il 27 luglio.