De Luca
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

Il governatore gioca a spaventare i campani minacciando un nuovo lockdown. Quelli che lo applaudono sono per lo più i garantiti dello stipendio fisso (pubblico)

Ha impiegato anche meno del previsto, Vincenzo De Luca, per fare di nuovo la faccia feroce e minacciare un lockdown generalizzato. Una scelta folle che significherebbe la morte della già debilitata economia cittadina, e che allo stato attuale non è affatto giustificata da alcuna crisi ospedaliera o sanitaria.

Evidentemente al governatore del Pd piace spaventare la gente, e per questo l’unica soluzione possibile e praticabile, al momento, è quella di contestare, in tutte le sedi, le decisioni monocratiche e discutibili del presidente della Regione. Atti amministrativi che non possono in alcun modo limitare i diritti fondamentali dei cittadini, come se fossero provvedimenti dell’autorità giudiziaria. De Luca è il vertice di Palazzo Santa Lucia, non il Super Giudice della Campania. «Siamo in una fase delicata, nei prossimi giorni se non avremo dati tranquillizzanti ripercorreremo senza esitazione quanto già fatto per fermare movida, luoghi di ritrovo, discoteche. Siamo nel pieno dell’epidemia, se la curva continua a salire chiuderemo tutto. Se l’alternativa è tra avere morti in strada o fare una allegra passeggiata, non ci sarà alcun dubbio».

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Il concetto di libertà che il vecchio comunista De Luca coltiva è inquietante: avere la possibilità di muoversi per lavorare, per raggiungere i familiari, per accompagnare i bambini a scuola, per affrontare insomma le mille incombenze quotidiane sono l’equivalente per lui di una «allegra passeggiata».

E ancor più triste è sentire gli applausi di chi guarda al lockdown come a una nuova occasione per guadagnare qualche bonus, elargito con mano veloce dalla Regione Campania o dal Governo, o per stare altri mesi trincerato a casa. Solitamente, a tifare per la chiusura generalizzata sono i super garantiti dello stipendio fisso (pubblico).

Perché qui il discorso si riduce a una sola scelta: morire di paura o morire di fame.