I due baby-boss decidono di lasciare il clan e "cambiare" vita (foto di repertorio)

I verbali dei collaboratori di giustizia agli atti dell’inchiesta sul superclan di Poggiomarino

Del boss Rosario Giugliano, anche detto ’o minorenne e considerato alla guida di un sodalizio criminale attivo a Poggiomarino, ha reso dichiarazioni anche il collaboratore di giustizia Costantino Laiola. I verbali sono allegati agli atti dell’ultima inchiesta, che alcune settimane fa, è sfociata nell’esecuzione di 26 misure di custodia cautelare in carcere.   

Durante l’interrogatorio reso il 24 marzo del 1994, – è scritto nell’ordinanza a firma del gip del Tribunale di Napoli, Claudio Marcopido – «nel riferire in ordine al traffico di armi gestito dalla organizzazione criminale capeggiata da Carmine Alfieri (passato a collaborare con la giustizia nel 1993, ndr), dichiarava: “…omissis… erano nello stesso tempo le armi del clan Alfieri. Per quanto riguarda i lanciamissili ho saputo da Umberto M., con il quale sono stato detenuto nel carcere di Salerno, che ne erano arrivati diversi a Maurizio P.Tali strumenti erano stati divisi tra vari gruppi camorristici, tra i quali quello di Cesarano, gli scafatesi, e quelli di Piazzolla di Nola cioè Giuseppe Autorino».

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A cosa dovevano servire quei lanciamissili di cui parla Laiola? «Certamente dovevano servire a compiere un attentato o a Pasquale Galasso (passato a collaborare con la giustizia nel 1993, ndr) o a persone particolarmente protette che ad esempio facevano uso di autovetture blindate». Il collaboratore di giustizia parla anche di un’altra persona che a sua detta avrebbe rifornito di armi, «il clan Alfieri-Galasso». Si tratta di un tale «Biagio L. di San Marzano (sul Sarno, provincia di Salerno, ndr). Sono stato presente un paio di volte quando Biagio ha consegnato delle pistole Tanfoglio automatiche e revolver calibro 38, a Pasquale Galasso».

L’incontro «avvenne in una casa colonica di fronte al complesso dei Galasso a Poggiomarino (…) Alla consegna delle armi da parte di Biagio, erano presenti, oltre a me e a Galasso, anche altre persone tra cui Raffaele P. e Rosario Giugliano (all’epoca fedelissimo di Galasso, ndr)». «Io ritirai 2-3 pistole, solo le Tanfoglio. Ricordo che le pistole le pagammo circa un milione di (lire) l’una», racconta Laiola.

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