venerdì, Maggio 20, 2022
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Al Sud mancano progetti e capacità di spesa

L’ex vice segretario del Psi: «Brava la Carfagna, Sorrento non si trasformi nel solito red carpet»

di Giulio Di Donato

A Sorrento, dal meeting «Verso sud» voluto dalla Carfagna con la presenza di Mattarella e Draghi e ministri e dignitari vari, si riuscirà a cavare qualche ragno dal buco per questo Mezzogiorno di criminalità dilagante disoccupazione e sottosviluppo? O si tratterà del solito red carpet, questa volta ai massimi livelli politico-istituzionali, fatto di foto, interviste e banalità varie? Intano un “bravo” la Carfagna se lo merita.

La sua iniziativa ha reso ancora più evidente che il Mezzogiorno è un problema nazionale perché in esso si concentra il più alto margine della nostra crescita potenziale. Se cresce il sud cresce il Paese, ed al contrario se affonda, come sta accadendo, lo tira giù. A Sorrento, siamo certi, oggi e domani, se ne parlerà con competenza, con passione e, speriamo, anche con concretezza. Ad esempio sarebbe bello che sulle mafie, invece delle solite litanie, venisse fuori qualche provvedimento straordinario per combatterle, contenerle e cancellarle.

Che so, il ricambio ed il rafforzamento delle forze dell’ordine, soprattutto dell’intelligence, operazioni coordinate tra Polizia Carabinieri e Guardia di Finanza nelle aree infestate e più a rischio, l’esercito a presidiare il territorio, e magari «sorprese» nelle zone di spaccio sul modello Brumotti (Striscia la notizia) nelle principali zone di spaccio. Insomma qualcosa di concreto che dia il segno di una seria determinazione a farla finita con questa infezione che ci sta portando allo stato terminale.

Le vere criticità al Sud

Sarebbe bello se, oltre a comunicarci quanti soldi sono stati destinati al Mezzogiorno sui vari capitoli, ci si occupasse dei progetti che mancano e della scarsa capacità di spesa (meno dell’8% delle somme stanziate) della pubblica amministrazione, che sono le vere criticità nel campo delle opere pubbliche, la cui lentezza al sud sfida i secoli. Parliamo di banche dati, progetti cantierabili, snellimenti burocratici, quindi uffici tecnici, procedure semplificate e cose simili. La velocità di utilizzo e di spesa dei fondi, oltre la qualità delle opere, ovvio, non sono una variabile indipendente.

Sarebbe bello che senza revocare quella bestialità del reddito di cittadinanza (che al Sud ha favorito quella naturale atarassia – per dirla con la Magna Grecia – verso il lavoro), se ne modificasse radicalmente la natura e si assegnasse solo a chi ne ha effettivo bisogno. E sarebbe bello che per lavoro e formazione si facesse qualcosa di straordinario, concreto ed immediato. Ed infine che lo Stato maggiore del Paese ricordasse con una certa solennità (se il termine è ancora in vigore nell’Italia di oggi), il principio, fondamentale in ogni democrazia funzionante, che ad ogni diritto deve corrispondere un dovere perché è con i doveri e le responsabilità che si pagano e si rafforzano i diritti. Forse abbiamo esagerato? Se si, mi scuso.

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