Ciro ha lasciato il suo lavoro a Milano per assistere la madre anziana, ma chiede aiuto per continuare ad avere l’acqua, bene essenziale

«Non dormo più la notte dall’ansia, ho provato anche tramite i servizi sociali del comune di Portici ad arrivare ad un accordo, ma non hanno voluto sentire ragioni: vogliono 1500 euro subito e 150 euro al mese per sanare il debito. Nessuno vuole aiutarci, e io vivo con l’incubo che, improvvisamente, ci taglino l’acqua»; così, Ciro Viscardi, descrive il suo ultimo periodo: ha lasciato il suo lavoro di autista di linea a Milano, per stare vicino alla madre, anziana e malata, e bisognosa di continue cure, costose, che hanno provocato un debito di oltre 4000 euro. I due, attualmente, vivono esclusivamente con la pensione della donna, che ammonta soltanto a 700 euro.

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Gli aggiornamenti su questo fatto di cronaca, sulle colonne odierne de Il Mattino. «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: siamo disperati all’idea che ci taglino l’acqua». In suo soccorso, accorrono i Verdi ed i pentastellati, che precisano che l’acqua è un bene essenziale, del quale bene non si può privare nessuno, specialmente nell’abitazione di una donna anziana, allettata, e con specifiche patologie. Il distacco dei contatori, dice Franco Santomartino dei Verdi, è un atto barbaro, e le politiche sociali del comune di Portici devono intervenire.

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