Il componente dell’Osservatorio GAILIH: «Le potenzialità per il futuro sono sicuramente enormi. Siamo solo agli inizi»
L’intelligenza artificiale, soprattutto quella generativa, sta aiutando l’umanità, in tutti i settori, a compiere passi da giganti. Nell’istruzione, nella sanità, nella vita di tutti i giorni sono tantissimi i benefici che sta apportando. Tali benefici si possono apprezzare, e si apprezzeranno soprattutto in futuro, anche nel contesto della Blue Economy e dell’intero ecosistema industriale. Di questo, e di tanto altro, se ne è parlato durante l’evento «AI, Blue Economy e Basilicon Valley: innovazione, formazione e sostenibilità per il futuro della Liguria», organizzato dall’osservatorio GAILIH (Generative Artificial Intelligence Learning and Innovation Hub), promosso da UniMarconi. «L’obiettivo principale dell’evento è stato quello di esplorare e promuovere il ruolo dell’intelligenza artificiale, generativa in particolare, come motore di innovazione, di sostenibilità e di formazione nel contesto della Blue Economy, e delle opportunità che sono offerte dalla Basilicon Valley, ovvero dall’ecosistema industriale ligure» ha spiegato Arturo Lavalle, direttore ricerca e sviluppo e relazioni internazionali e membro dell’osservatorio.
«L’incontro – aggiunge – ha rappresentato una tappa significativa nello sviluppo della roadmap strategica dell’osservatorio, poiché è stata la prima occasione in cui le attività si sono svolte al di fuori di Roma e del nostro Ateneo, contribuendo così a dare a quest’iniziativa un respiro nazionale che in prospettiva poi diventerà anche internazionale. La verticalizzazione sulla Blue Economy si inserisce poi perfettamente nella mission di Gailih, perché contribuisce allo sviluppo e all’applicazione dell’intelligenza artificiale generativa in Italia con un focus sulle competenze necessarie alla sua implementazione e quindi sui diversi settori dell’agire umano».
Le applicazioni dell’AI
In che modo l’AI Generativa sta già trasformando settori come la cantieristica, la certificazione e la formazione, e quali potenzialità vede per il futuro?
«Si tratta ovviamente di tre settori molto diversi e in ogni caso l’intelligenza artificiale generativa sta ridefinendo un po’ i confini dell’innovazione in tutti gli ambiti, contribuendo non solo all’efficienza e alla sostenibilità, ma anche alla creazione di nuovi modelli operativi e funzionali. Nel settore della cantieristica ad esempio viene utilizzata per la manutenzione predittiva, permettendo l’analisi in real time dei dati storici sullo stato degli asset critici consentendo in questo modo di prevedere con precisione quando saranno necessari interventi di manutenzione, quindi ottimizzandone l’uso, riducendone i costi e massimizzando il ritorno sugli investimenti, come ha mostrato nel corso dell’evento Fincantieri con una bellissima presentazione».

«Anche ovviamente l’ambito della certificazione è stato investito dall’uso dell’intelligenza artificiale generativa, ad esempio, per restare in tema di Blue Economy, per analizzare e validare grandi quantità di dati complessi al fine di verificare la conformità delle navi e dei sistemi navali alle normative internazionali. Per quanto riguarda la formazione, che poi storicamente è uno dei settori più resistenti alla digitalizzazione, questa tecnologia permette lo sviluppo di contenuti personalizzati, la creazione automatica di test, di sistemi di valutazione, di feedback continui e in generale comunque una maggiore accessibilità e inclusività. Le potenzialità per il futuro in tutti e tre i domini sono sicuramente enormi. Per certi versi possiamo dire che siamo agli inizi rispetto alle possibili applicazioni, che poi non sono neanche tutte facilmente prevedibili vista l’incredibile rapidità con cui evolve questa tecnologia. Un tratto comune a tutti e tre i settori, come sintesi, sarà sicuramente la combinazione dell’AI generativa con altre tecnologie abilitanti come l’IoT, la blockchain e i big data per creare ecosistemi sempre più intelligenti e interconnessi»
Le sfide industriali
Il progetto Neptune di MYWAI sembra molto promettente: quali sfide specifiche della logistica e della gestione delle risorse marine punta a risolvere?
«Neptune è un progetto di ricerca industriale molto importante che ha come obiettivo quello di realizzare la prima piattaforma integrata per la servetizzazione di macchinari, sensori e algoritmi di intelligenza nel contesto di scenari di esplorazione e ispezione sottomarina. Quindi grazie all’uso di sistemi robotici innovativi che sono gestiti da IA, è possibile aumentare l’efficienza della raccolta dei dati, la loro durata, il risparmio energetico delle missioni di monitoraggio, così come anche la qualità e la tempistica dei vari sistemi previsionali dedicati alla salvaguardia e al monitoraggio continuo dell’ambiente sottomarino, permettendone così una migliore pianificazione e gestione sostenibile. Ovviamente questo tipo di tecnologia può essere utilizzata in modo funzionale anche in applicazioni alla logistica per prevedere ad esempio condizioni meteo, traffico marittimo o richieste operative, ottimizzando così rotte e tempi di navigazione».

La Liguria è stata scelta come contesto ideale per questo evento. Quali sono, secondo lei, i punti di forza dell’ecosistema innovativo ligure nel promuovere sostenibilità e innovazione tecnologica?
«È una regione che possiede un ecosistema produttivo innovativo piuttosto significativo, che include grandi aziende come Ansaldo Energia, ABB, Leonardo, Fincantieri, leader mondiale nel settore navale, a cui si agganciano filiere sempre più organizzate e integrate. Insistono su questo territorio circa 3700 imprese high tech, più di 200 start up innovative, in aggiunta poi all’Università di Genova che è membro dell’Osservatorio, al Digital Innovation Hub Liguria, al Competence Center Start 4.0, all’Istituto Italiano della Tecnologia. Quindi una serie di attori che rendono questo territorio all’avanguardia in termini di innovazione e implementazione di nuove tecnologie».
Il futuro dell’Osservatorio GAILIH e dell’AI
Quali saranno i prossimi passi dell’Osservatorio GAILIH per promuovere l’adozione etica e sostenibile dell’Intelligenza Artificiale in Italia, e come il pubblico può contribuire a questa missione?

«L’uso critico, consapevole ed etico dell’intelligenza artificiale generativa è uno dei temi centrali dell’azione dell’Osservatorio. L’evento di Genova ha dedicato uno specifico panel proprio a questo aspetto poiché, se da un lato questa tecnologia rappresenta un elemento di sviluppo senza precedenti, tale addirittura da poter essere considerato uno strumento per l’ampliamento delle capacità cognitive umane, dall’altro però si accompagna anche a criticità e a rischi significativi, soprattutto in relazione ai possibili bias legati ai dati che vengono raccolti ed elaborati, così come la possibile perdita di autonomia di giudizio e di pensiero critico, se si delegano totalmente all’intelligenza artificiale, ragionamenti e decisioni che devono rimanere ad appannaggio della mente umana».
«L’osservatorio pertanto continuerà a favorire la riflessione su questi aspetti, sottolineando l’importanza imprescindibile della formazione per analizzare questo fenomeno sotto tutti i punti di vista, quindi anche sotto il profilo etico. A questo proposito, quello che può fare il pubblico è sicuramente quello di agire sinergicamente con il settore privato, coinvolgendo pubbliche amministrazioni, università, enti di ricerca, imprese, società civile, quindi una trasversalità che poi è quella su cui è stato costruito l’osservatorio di Unimarconi, in modo da avere un approccio di sistema a quella che, se ben gestita, può costituire una leva strategica per l’innovazione e la crescita sostenibile del nostro Paese».
















