Il pentito Antonio Iovine: i “salari” per i padrini partivano da 2500 euro. Tutti i soldi provenivano dalle slot machine

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A svelare l’ammontare degli stipendi dei boss casalesi al 41bis è il pentito Antonio Iovine, nel corso di uno dei primi interrogatori coi pm antimafia. “Avevamo la necessità di garantire il pagamento degli stipendi ai detenuti 41bis secondo una quota variabile tra 2500 e i 15mila euro al mese in relazione alla diversa importanza del detenuto all’interno del clan”, spiega Iovine che aggiunge: “Per esempio, Francesco Schiavone detto Sandokan e Francesco Bidognetti prendevano 15mila euro”.

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I soldi dei 41bis – continua il collaboratore di giustizia – “erano garantiti dalle entrate della gestione del settore delle macchinette e questo spiega anche perché, mentre per la cassa ordinaria la fazione Bidognetti aveva una sua gestione autonoma”, per quella del 41bis essa “rientrava nella spartizione”. La gestione e il controllo delle macchinette, conclude Iovine, “avveniva su tutto il territorio compreso quello gestito da Bidognetti; la cassa del 41bis era gestita da Nicola Panaro per conto di Schiavone”.

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