Le armi ritrovate in un casolare a San Marzano sul Sarno

Nei giorni scorsi, a pochi passi dal ritrovamento, il raid contro Carmine Amoruso, legato in passato al clan Giugliano e già sfuggito una volta ai suoi killer.

Le armi erano nascoste all’interno di un casolare in una zona rurale di San Marzano sul Sarno. Lì i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore hanno trovato, durante una perquisizione domiciliare d’iniziativa, 2 pistole semiautomatiche, 2 fucili da caccia, numerose munizioni di vario calibro, diversi passamontagna, oltre a una coltivazione di marijuana all’interno di un apposito impianto dotato di impianto di illuminazione artificiale, areazione e climatizzazione, nonché una bilancia elettronica e materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Il luogo del ritrovamento è a pochi passi da dove, nei giorni scorsi, si è verificato un agguato in cui sono stati esplosi 5 colpi di pistola contro l’auto di Carmine Amoruso, di Poggiomarino, 36 anni, in passato collaboratore di giustizia, legato al clan Giugliano, costola dei Fabbrocino. Già nel 2009 scampato a un episodio simile, perché i killer uccisero un uomo che gli somigliava.

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Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, la più accreditata sembra essere quella secondo cui Amoruso, che sarebbe uscito dal programma di protezione testimoni, avrebbe “invaso” un territorio, quello di San Marano sul Sarno, già gestito da altri clan, soprattutto per quanto riguarda le estorsioni. E per questo sarebbe stata organizzata la spedizione di morte, alla quale è scampato solo grazie alla sua prontezza di riflessi e un po’ di fortuna. Che chi ha agito volesse uccidere l’ex pentito è ben chiaro dalla presenza dei fori lungo la parete anteriore della Ford Puma in cui viaggiava con il fratello. Uno dei quali è all’altezza del guidatore.

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