(Nelle foto Federico Solano, il mercatino di Fuorigrotta e il defunto Antonio Volpe)

Il fruttivendolo Federico Solano ferito da un colpo di pistola a entrambe le gambe: in passato era stato accostato agli affari criminali del gruppo Zazo

di Luigi Nicolosi

Un filo rosso sangue potrebbe legare l’omicidio del ras Antonio Volpe e l’agguato scattato questa mattina a pochi passi dal mercatino rionale di Fuorigrotta. A finire nel mirino del commando è stato stavolta il 59enne fruttivendolo Federico Solano, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine che da qualche anno a questa parte sembrava aver messo la testa a posto. Stando a una prima ricostruzione del raid, i killer hanno esploso quattro colpi di pistola, di cui uno è andato a segno centrando la vittima a entrambe le gambe.

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Solano è stato subito soccorso e trasportato all’ospedale San Paolo, dove si trova adesso ricoverato in attesa di essere sottoposto a un intervento chirurgico finalizzato alla rimozione dell’ogiva. La funzionalità dell’arto non dovrebbe essere però stata compromessa e le sue condizioni non vengono ritenute dai medici preoccupanti. A destare allarme è invece il clima di piombo e terrore che ormai da marzo sta avvelenando il quartiere flegreo. L’assassinio di Antonio Volpe ha infatti innescato un’escalation di violenza e tensioni che ancora non accenna ad arrestarsi. Appena pochi giorni fa altri colpi di pistola erano stati esplosi, sempre in via Leopardi, in pieno giorno. In quel caso si trattava di una mera azione dimostrativa, ma questa mattina i sicari di malanapoli hanno deciso di alzare il tiro.

Federico Solano è stato sorpreso dal gruppo di fuoco mentre si apprestava a preparare la propria bancarella della frutta. L’agguato è avvenuto a poca distanza dal mercatino rionale di via Metastasio: struttura commerciale che il 59enne sembra conoscere piuttosto bene dal momento che, nell’ormai lontano 2011, finì in manette insieme ad altre cinque persone nell’ambito di un’operazione che disarticolò un gruppo dedito allo spaccio di droga, attivo proprio nel mercatino di Fuorigrotta, trasformato a tutti gli effetti in una “piazza” a cielo aperto. All’epoca l’organizzazione venne inquadrata come orbitante intorno al clan Zazo, ma in questi questi ultimi dieci anni di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e Solano potrebbe aver deciso di cambiare “frequentazioni”. Secondo gli investigatori che lavorano al caso – le indagini sono condotte dalla polizia – il 59enne da qualche tempo si sarebbe avvicinato ad alcuni esponenti del gruppo Cesi-Volpe, da qui il possibile collegamento tra il suo ferimento e l’omicidio dell’anziano boss in via Leopardi quasi due mesi fa.

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