Ricostruita la vicenda del raid fallito contro Carmine Amoruso: a dare l’ordine e a sparare è stato Rosario Giugliano «’o minorenne».

Sarebbe stato Rosario Giugliano, detto “o’ minorenne”, boss emergente di Poggiomarino, a pianificare e a eseguire, con il supporto di Nicola Francese, l’agguato, poi fallito, nei confronti di Carmine Amoruso, ex collaboratore di giustizia, che da alcuni mesi si è allontanato dalla località protetta dove era stato collocato nell’ambito di un programma di protezione.

Giugliano e Francese sono stati arrestati nell’ambito di una operazione che, all’alba di oggi, ha fatto scattare le manette per 26 persone, portando a un sequestro beni di 50 milioni di euro.

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Il raid è avvenuto martedì scorso a San Marzano sul Sarno nel Salernitano, e, secondo i pm antimafia, che contestano ai due la premeditazione del tentato omicidio aggravato dalle finalità mafiose, il movente è da ricercare nei contrasti sorti con l’ex pentito nell’ambito dei rispettivi interessi criminali, più che nelle sue dichiarazioni.

Grazie alle intercettazioni, si è potuto scoprire che la tentata eliminazione è stata pianificata in una mansarda di Pagani (Salerno). Il 13 aprile, i due killer hanno bloccato, con la loro auto, la vettura su cui viaggiavano Amoruso e il fratello, esplodendo almeno 14 colpi, con due pistole. Solo la prontezza di riflessi e la fortuna hanno consentito alla vittima, anche se ferita, di riuscire a sfuggire all’agguato.

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