Stefano Caldoro, candidato presidente del centrodestra in Campania

di Giancarlo Tommasone

La creazione di una sorta di Agenzia del Mezzogiorno per centralizzare, presso un’unica stazione, i progetti di investimenti sul territorio. E’ la proposta del presidente Confapi Napoli, Gianpiero Falco, in virtù delle difficoltà dei livelli burocratici che si riscontrano nella gestione e nel portare a conclusione i programmi. Per rendersene conto basta, ad esempio, vedere le percentuali di progetti realizzati con i fondi europei; le stime in Campania sfiorano il 3%. Sulla proposta allo studio di Confapi, Stylo24 ha raccolto le considerazioni di Stefano Caldoro, ex presidente della Regione Campania.

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Il presidente Confapi Napoli, Gianpiero Falco

Cosa pensa della proposta Confapi?
Partiamo dal presupposto che, anche da presidente della Regione, sono stato sempre per la unicità e la unitarietà dei progetti e delle misure. Nel senso che non serve la parcellizzazione, che vada poi a sfociare in singoli piani regionali, per risorse che vengono destinate al Mezzogiorno. Perché in caso di frazionamento, ci troveremmo davanti a piani che variano in base al territorio. Tutte le iniziative, compresa la proposta di Confapi, che tendono all’unitarietà degli strumenti, le valuto positivamente.
Quanto è fattibile un progetto del genere?
E’ fattibile, ma non si deve mai perdere di vista che non bisogna separare, in questo caso, il Sud. Del resto se ne sono realizzate tante di agenzie, se ne può realizzare anche una per il coordinamento e la gestione di tutte le misure delle imprese. Si può creare una agenzia anche per le infrastrutture, ad esempio. Per ribadire che tutte le iniziative che portano all’unitarietà sono positive sia per le infrastrutture stesse che per le imprese.

La sede della Regione Campania a Santa Lucia
La sede della Regione Campania a Santa Lucia

Qual è l’ostacolo che ci si può trovare davanti, per la sua realizzazione?
La gelosia regionale. La gelosia delle burocrazie ma soprattutto delle autorità politiche regionali. Attuata, ad esempio, da governatori che gestiscono da soli, in termini di controllo, il loro territorio. Secondo una visione della politica che definisco alla ‘vecchia maniera’. Questi gli unici vincoli, secondo me, alla realizzazione di un siffatto progetto: la rigidità e la gelosia delle Regioni.
E per migliorare l’efficienza dei livelli amministrativi nella gestione dei progetti di investimento?
Più che altro semplificherei il quadro normativo. Evitando di fare troppi passaggi, perché in tal modo vai a frazionare, a spezzettare le misure. Da questo punto di vista non c’è dubbio che il modello agenzia sia quello che dà maggiore efficienza.

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