lunedì, Gennaio 24, 2022
HomeInchieste e storia della camorraL'affronto a casa del boss: «Non si entra con la pistola»

L’affronto a casa del boss: «Non si entra con la pistola»

Un affiliato del clan Cimmino-Caiazzo si recò armato nell’abitazione di Andrea Basile scatenando la rabbia della moglie

La pistola, un boss che si rispetti, non la mostra se non in alcuni casi eccezionali, per spaventare o uccidere qualcuno. Mostrarla, e soprattutto in casa di un ras è una mancanza di rispetto che in alcuni casi può costare molto cara. La pistola la si lascia fuori dall’uscio. Una regola basilare in ogni organizzazione camorristica. Non per un affiliato al clan Cimmino-Caiazzo però, un particolare che fece innervosire non poco la moglie del boss Andrea Basile, Anna Esposito.

Lo si apprende dagli incartamenti giudiziari a carico di boss e gregari della mala collinare che a ottobre ha portato all’arresto di 46 persone. Protagonista della vicenda è Eduardo Fiore che il gip Claudio Marcopido definisce «storico elemento del clan». Un affiliato che si recava a casa del ras in compagnia della moglie e di una pistola «che sfacciatamente mostra a Basile».

L’affronto e la richiesta di spiegazioni

In una intercettazione ambientale Anna Esposito rivolgendosi al marito Andrea e a un altro affiliato, Domenico Gargiulo, chiede spiegazioni: «Domenico io ora ti faccio una domanda che tengo in testa, come fai tu a credere al 101% ad Eduardo. Ieri ha sbagliato in casa mia e ti dico perché! Perché Eduardo era armato». Un affronto che la donna non si è lasciata passare sotto al naso.

«Tu se vieni a casa mia – continua – e siamo compagni la pistola la rimani fuori, non la entri qua dentro. E che non dici “la tengo addosso, ti dà fastidio?” Io gli ho detto, ma qualcuno lo sa che tu stai qua? Se lo hai detto a qualcuno la vai a posare, se non l’hai detto a nessuno stiamo a posto». La moglie del boss chiede anche a Gargiulo e Basile di fare più attenzione perché secondo il suo parere loro «hanno la testa troppo offuscata. Io vedo da fuori e guardo quando parlate, i gesti e vedo le cose».

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