L’allarme dell’associazione di categoria: a pagarne le conseguenze sono soprattutto i giovani imprenditori che hanno investito nelle start up dell’accoglienza

di Ilaria Riccelli

Crisi nel settore turistico e nel turismo global. Le prime a sentire gli effetti della crisi in Campania sono le strutture extralberghiere di cui crollano precipitosamente le prenotazioni. Airbnb contava «7100» annunci a Napoli prima della pandemia e circa «1500» strutture iscritte al registro comunale. Dopo il Covid l’effetto è devastante per tutti coloro che avevano deciso di investire nel settore. Facendo un confronto con giugno dell’anno scorso la situazione arrivi è “catastrofica” dice Ettore Cucari, presidente di Fiavet Campania. Si parla di un calo del 90% delle presenze.

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«Lavoriamo a quasi 100 di richieste di sospensione della Scia – prosegue Agostino Ingenito – Abbiamo chiesto al Comune di destinare le strutture a locazioni transitorie, ma non abbiamo risposte. Il sindaco disse che avrebbe sospeso le imposte, ma non c’è nessuna esenzione. Il 55% delle strutture non ha avuto un ospite da maggio e il 40% di chi aveva una Scia non riaprirà: in molti casi si tratta di giovani che fino a qualche mese fa avevano in mano una start-up e ora non hanno nulla. Non c’è stata rinegoziazione dei contratti d’affitto da parte dei proprietari».

Inoltre il bonus vacanze non è un incentivo, anzi. Pare che non tutte le strutture ricettive lo accettino, e che la maggior parte non lo consideri vantaggioso.