(Nelle foto Maria Licciardi, Gennaro Trambarulo e Francesco Mallardo)

La cosca secondiglianese già da qualche tempo era in crisi, “’a peccerella” avrebbe però mantenuto il ruolo di capoclan nella sua zona grazie all’appoggio del boss di Giugliano. A svelare il retroscena è oggi l’ex uomo di Contini

di Luigi Nicolosi

Sebbene Maria Licciardi continui a essere descritta da inquirenti e investigatori come l’indiscussa regina della camorra napoletana, qualcosa nel suo regno criminale sembra da qualche tempo essersi incrinato. Negli ultimi anni la cosca con base tra la Masseria Cardone e il rione Don Guanella starebbe affrontando una crisi economica che in almeno un’occasione ha spinto la boss a chiedere un importante prestito all’alleato clan Polverino, vicenda di cui ha ampiamente riferito il nuovo super pentito Giuseppe Simioli. Le grane per “’a peccerella” non sembrano però essere finite qui: la boss ha infatti dovuto fare i conti anche con un’imprevista fuga di affiliati, che per motivi ancora da inquadrare sarebbero transitati nel clan Mallardo, altro gruppo capofila dell’Alleanza di Secondigliano.

ad

L’inedito retroscena viene riferito oggi dal collaboratore di giustizia Teodoro De Rosa, ex rampollo del clan Contini, il quale, il 9 luglio del 2015, ha fornito agli inquirenti della Dda una lunga serie di informazioni in merito all’attuale ruolo di lady camorra: «L’ultima volta che ho visto Maria Licciardi è stato tra settembre e ottobre 2014 in ospedale, quando qualcuno dei loro era ricoverato. Sulla base delle mie complessive conoscenze posso dire che è tuttora donna rispettata all’interno del clan Licciardi, così come dagli altri clan dell’Alleanza e dunque dai Contini e dai Mallardo. Attualmente è sostenuta soprattutto dai Mallardo».

Ed è proprio dopo questo passaggio iniziale che il racconto di De Rosa entra nel vivo: «Intendo dire – ha messo a verbale il pentito – che nel tempo diversi esponenti del clan Licciardi e dunque uomini che operavano criminalmente alla Masseria Cardone si sono spostati verso i Mallardo, proprio a Giugliano, come Trambarulo, e li hanno riportato giudizi estremamente favorevoli su Maria Licciardi e sulle sue capacità di capoclan; questo ha contribuito alla sua buona fama all’interno del clan Mallardo e dunque al sostegno che i Mallardo, in particolare Francesco, hanno deciso di garantirle per il mantenimento del suo ruolo dirigenziale, che è stata lasciata a comandare alla Masseria Cardone». Teodoro De Rosa conclude la deposizione affidando ai pm un ultimo retroscena: «Voglio ricordarvi che Maria mi propose di andare con lei alla Masseria Cardone nel 2013 sapendo che io avevo attriti con i Contini».

Riproduzione Riservata