Una clip del film 'Tolo Tolo'

Per finanziare indirettamente la società dell’ex disobbediente, noleggiata la nave con tutto l’equipaggio per Tolo Tolo

L’inchiesta condotta dalla Procura di Ragusa è esplosa all’inizio di marzo scorso. Secondo l’accusa, in cambio di «un’ingente somma», e simulando un’emergenza sanitaria a bordo, sono stati presi in carico i 27 migranti salvati in mare dalla Maersk Etienne. A finire sul registro degli indagati: l’ex disobbediente, Luca Casarini, l’ex assessore comunale di Venezia e presidente della società armatrice, Beppe Caccia, Alessandro Metz, armatore della Mare Jonio, e il comandante Pietro Marrone. I reati contestati sono, a vario titolo, quello di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e quello di violazione delle norme del Codice della navigazione.

Ma c’è un altro risvolto nelle indagini, ed emerge da una serie di intercettazioni, pubblicate dal quotidiano La Verità, nell’articolo a firma di Fabio Amendolara. Dai dialoghi captati, si evince che ci sarebbe un finanziamento indiretto dal film di Checco Zalone (al secolo Luca Medici), Tolo Tolo, a Casarini. La conversazione intercettata, e riassunta dagli inquirenti, vede interlocutore Caccia che parla con una giornalista. «A patto che resti tra di loro due, nel film Tolo Tolo di Checco Zalone, lui, Checco Zalone, per finanziarli indirettamente, ha voluto la loro collaborazione noleggiandogli la nave con tutto l’equipaggio per il film, per le scene dei salvataggi, aggiungendo di utilizzare la società per fare delle operazioni fra virgolette commerciali che servono a…», afferma Caccia.

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