Nel Meclemburgo-Pomerania vola AfD, a Berlino vince Linke. La CDU arretra e il cancelliere definisce il risultato un “disastro”.
Friedrich Merz esce dalle urne con due risultati diversi e lo stesso problema. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore AfD supera il 38%, mentre a Berlino vince Die Linke. In entrambe le elezioni la CDU arretra e il cancelliere riconosce apertamente la gravità del colpo subito nel Land baltico.
Il voto racconta anche una Germania sempre più difficile da leggere con una sola lente. Est e Ovest continuano infatti a muoversi in maniera diversa, soprattutto quando entrano in gioco AfD, Bruxelles e il rapporto con la Russia.
Nel Meclemburgo AfD supera il 38 per cento
I risultati disponibili assegnano ad Alternative für Deutschland oltre il 38% dei secondi voti nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore.
I dati riportati da Wahlrecht sul voto regionale indicano AfD al 38,22%, SPD al 35,50% e CDU al 4,89%.
Per i cristiano-democratici è una caduta pesante. Merz la definisce senza attenuanti «un disastro», ma chiarisce di non voler lasciare la guida del governo.
Per la CDU c’è anche il rischio di restare fuori dal Parlamento
Il problema per il cancelliere non riguarda soltanto il distacco dai primi due partiti.
La CDU si muove attorno alla soglia necessaria per entrare nel parlamento regionale. Basta quindi una variazione minima nel risultato definitivo per cambiare la sua presenza nell’assemblea.
Merz risponde dicendo che il governo deve accelerare sulle riforme e rilanciare la propria azione.
Stylo24 aveva già raccontato la precedente avanzata di AfD e le difficoltà politiche di Merz.
Berlino va invece a sinistra
Nella capitale la storia cambia.
Die Linke arriva davanti agli altri partiti. La CDU occupa la seconda posizione, mentre AfD cresce ma non diventa la prima forza.
La capitale mostra così che l’avanzata della destra radicale non produce lo stesso risultato ovunque. Berlino segue una direzione diversa rispetto ai Länder orientali dove AfD raccoglie percentuali molto più alte.
Il Landeswahlleiter di Berlino pubblica i risultati e i dati ufficiali della consultazione.
AfD vince voti, ma il muro delle alleanze resta in piedi
Arrivare primi non significa automaticamente governare.
Gli altri principali partiti tedeschi continuano a escludere accordi con la formazione guidata da Alice Weidel e Tino Chrupalla. È la cosiddetta Brandmauer, il cordone sanitario costruito per impedire coalizioni con AfD.
Chrupalla chiede di abbatterlo. Le altre forze, almeno finora, non cambiano posizione.
La vera partita, quindi, non si gioca soltanto sulle percentuali. Si gioca anche sulla capacità di AfD di trasformare quei voti in accesso al governo.
La distanza tra Est e Ovest torna a pesare
Dietro i numeri elettorali c’è una frattura più profonda.
Nei Länder orientali AfD raccoglie percentuali molto più alte che in molte aree occidentali. Pesano differenze economiche, rapporto con le istituzioni federali, immigrazione, giudizio sull’Unione europea e posizione verso Mosca.
Secondo i dati riportati negli appunti, nell’Ovest il giudizio positivo sull’Unione resta più alto. Nell’Est cresce invece la distanza da Bruxelles.
Anche sulla Russia le sensibilità cambiano: nei territori orientali è più diffusa la richiesta di una iniziativa diplomatica tedesca nei confronti di Mosca.
AfD vuole trasformare i successi regionali in peso federale
Il partito ha già aumentato i propri consensi in più consultazioni regionali.
A questo punto la sfida è capire quanto quella crescita possa tradursi in una presenza ancora più forte nella politica federale.
L’accesso al governo, però, dipenderà dagli equilibri parlamentari e dalle scelte delle altre forze. Non basta essere il primo partito in un Land per dedurre automaticamente cosa accadrà a Berlino.
La precedente copertura di Stylo24 sull’avanzata di AfD in Germania mostra come il fenomeno fosse già emerso nelle consultazioni precedenti.
A Bruxelles preoccupa soprattutto una Germania più fragile
Per l’Unione europea la crescita di AfD è soltanto una parte del problema.
Conta anche la tenuta politica della Germania e la capacità del governo Merz di sostenere le principali decisioni comuni.
Berlino pesa su economia, difesa, Ucraina, Russia, immigrazione e bilancio europeo. Una CDU più debole può quindi rendere più difficile costruire compromessi sia dentro la Germania sia nelle istituzioni dell’Unione.
Russia ed Europa dividono ancora di più il Paese
AfD porta avanti posizioni critiche verso diverse politiche europee e mantiene un approccio ai rapporti con Mosca diverso rispetto ai partiti di governo.
È una delle ragioni per cui i suoi risultati vengono osservati con attenzione anche fuori dalla Germania.
Il punto riguarda la direzione della politica estera tedesca e il peso che Berlino continuerà ad avere nelle scelte dell’Unione.
Per seguire gli sviluppi istituzionali resta utile il portale ufficiale del Bundestag.
Due voti raccontano una Germania sempre più difficile da tenere insieme
Berlino premia la sinistra. Il Meclemburgo porta AfD sopra il 38%.
Sono due risultati che impediscono di parlare di una sola tendenza nazionale.
La Germania esce dalle urne più frammentata, con CDU e SPD strette tra concorrenti forti su fronti opposti. Merz resta cancelliere, AfD consolida soprattutto a Est il proprio peso e le future coalizioni diventano più difficili da costruire.
È questa la conseguenza politica più concreta lasciata dal voto.

















