L'imprenditore Adolfo Greco

Il re del latte di Castellammare ha preferito non parlare della trattativa per la liberazione di Cirillo

E’ tornato in aula, Adolfo Greco, il re del latte di Castellammare di Stabia, coinvolto in un processo che lo vede alla sbarra per estorsione, e per aver aiutato due clan dell’area stabiese a imporre il pizzo e una assunzione, a due suoi amici imprenditori. Momento focale dell’interrogatorio (durato quattro ore) si è registrato quando Greco ha parlato del sequestro di Ciro Cirillo.

L’imprenditore del latte, infatti, è citato più volte negli atti della Commissione parlamentare di inchiesta del 1993, presieduta da Luciano Violante, ed è considerato uomo chiave della trattativa per la liberazione dell’allora assessore regionale ai Lavori pubblici (Greco sarebbe entrato in carcere ad Ascoli Piceno, per fare da tramite tra il boss Raffaele Cutolo e lo Stato).

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Su questo, però, Greco ha preferito non parlare, affermando che si tratta di «una vicenda ancora coperta da segreto di Stato». In precedenza, l’imprenditore ha ripercosso la storia che portò lui e la sua famiglia, ad acquistare il Palazzo Mediceo di Ottaviano, che poi successivamente entrò in possesso di Cutolo.

Al riguardo – riporta Il Mattino – Greco (che in passato è stato condannato per favoreggiamento verso Cutolo, proprio per l’acquisto del castello), ha affermato che Palazzo Langellotti fu comprato dalla sua famiglia nel 1979, ma nel 1981, il boss della Nco avrebbe chiesto di cederlo a lui. Secondo quanto ha affermato l’imprenditore, però, Cutolo non ne prese mai possesso né versò dei soldi a Greco o alla sua famiglia.