Adolfo Greco, Filippo Capaldo e Michele Zagaria

Gli arresti di questa mattina.

Niente domiciliari, almeno per il momento, per Adolfo Greco. L’imprenditore, concessionario in esclusiva sul territorio stabiese di prodotti del gruppo Parmalat e Latte Berna, che nella serata di ieri aveva ottenuto di poter lasciare il carcere di Secondigliano, dove è detenuto dal 5 dicembre 2018 per estorsione aggravata dalla matrice camorristica, per la quale è attualmente sotto processo.

Ma il suo nome fa parte dei 7 per cui sono scattate le manette alle prime luci della mattina nell’ambito di una inchiesta della Dda di Napoli sull’infiltrazione del clan dei Casalesi nel settore della commercializzazione e distribuzione del latte, attraverso un’azienda di Caserta, fittiziamente intestata a prestanome. In carcere con Greco, sono finiti anche, tra gli altri, Filippo e Nicola Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, già coinvolto in passato in un giro di tangenti sul monopolio della distribuzione del latte nei supermercati dell’area nord della Campania, e due manager Parmalat, Antonio Santoro e Lorenzo Vanore.

Questi, secondo gli inquirenti, avrebbero stretto, attraverso alcuni incontri nella sede stabiese della Cil di Adolfo Greco, un patto con i rampolli della cosca camorristica per ottenere l’egemonia della Parmalat nella distribuzione del latte in Campania.

Secondo gli investigatori, quindi, gli indagati avrebbero fornito un concreto contributo al clan dei Casalesi, consentendo alla cosca di conservarsi e a rafforzarsi. Viene contestato anche il reato di trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante mafiosa.