Il pentito Renato Cavaliere e l'imprenditore Adolfo Greco

Il 21 maggio di quest’anno, il pentito Renato Cavaliere viene risentito dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli in relazione al ruolo di Adolfo Greco.

ADR In relazione all’interrogatorio del 9 luglio 2015 voglio precisare, ad integrazione di quanto già detto, che Greco Adolfo versava somme di denaro, nel senso che era vittima di estorsione da parte del clan D’Alessandro. Greco, pur avendo la propria azienda, la CIL, ubicata ai confini tra Pompei e Castellammare e quindi in zona Ponte Persica, ricadente nella sfera dei Cesarano, pagava i D’Alessandro per la tranquillità propria e dei suoi familiari, nonché per salvaguardare le proprie aziende, atteso che mi risulta che all’epoca era anche azionista della CIDAL, piattaforma che rifornisce supermercati ed esercizi commerciali. Mi risulta che Greco Adolfo aveva anche interessi nel settore immobiliare e delle costruzioni, nonché svariate proprietà sul territorio sul territorio di Castellammare di Stabia. Sino al 2006 il Greco dava 5.000,00 euro al mese a Verdoliva Luciano, figlio di Giuseppe, il quale provvedeva a recapitarli a Martone Teresa e ai figli di questa, per la parte delle “ palazzine” (D’ Alessandro Pasquale, Luigi ed Enzo). Per la fazione Partoria i destinatari di questo denaro erano D’Alessandro Pasquale, Michele o Nunziatina. All’epoca D’Alessandro Luigi era detenuto, il suo soprannome è Gigginiello ed attualmente ho appreso dai giornali che è ritornato in libertà.
Nel 2006 io unitamente a Paolo Carolei sono entrato in questo contesto occupandomi delle estorsioni più importanti tra cui questa ad Adolfo Greco. Quest’ultimo quando dava i soldi a PAOLO CAROLEI è come se li desse a D’Alessandro Vincenzo in quanto avevano un legame strettissimo.

Nel corso degli anni il potere di Paolo Carolei è aumentato
sempre di più, tanto è vero che Enzo D’Alessandro
gli ha dato più autonomia, al punto da avere
anche propri affiliati, ciò accadeva nel 2007.

ADR. Un altro soggetto che era destinatario di questa somma era SERGIO MOSCA, suocero di Pasquale D’Alessandro ed uno dei più vecchi affiliati del clan.
ADR. Quando questi soggetti erano detenuti, Greco pagava i soggetti in libertà più vicini ai capi. Ad esempio, è capitato che alcune volte queste somme erano date anche a me. Tuttavia, Greco non voleva che io andassi a ritirare il rateo estorsivo presso la sua attività o presso la sua abitazione, poiché essendo io un soggetto malavitoso, non voleva che le forze dell’ordine o comunque i suoi dipendenti potessero vedermi.

ADR I 5000,00 euro venivano riposti in una busta gialla e consegnati al soggetto deputato all’incasso, i soldi erano in contanti e non venivano mai consegnati senza custodia perché ciò sarebbe stato offensivo per il camorrista. In particolar modo voglio anche dire che Sergio Mosca ha sempre ricoperto un ruolo di primo piano in seno al clan, anche in virtù di uno strettissimo legame tra il fratello Lillino Mosca e Michele D’Alessandro, fondatore del clan.
ADR. In ogni caso i 5000,00 euro andavano ai D’Alessandro, poi erano loro a decidere il riparto tra le loro famiglie.

Aldilà di questa somma versata con cadenza mensile,
vi erano poi altre estorsioni di entità diversa, rispetto alle quali
il Greco, come già detto in precedenti interrogatori, versava.

ADR. Greco aveva assunto una tale posizione di dominio sul territorio, che nessuno osava mettergli i bastoni tra le ruote ed in virtù dei suoi legami con i vari clan presenti sul territorio, riusciva ad ottenere quello che desiderava. Credo che anche attualmente sia così, Greco rimane un imprenditore molto importante e potente.
ADR. Voglio precisare che sono stato arrestato dal 2003 al 2006 poi sono uscito e mi hanno arresto il 9 aprile del 2009. Da allora sono detenuto e nel 2015 ho iniziato a collaborare con la giustizia. Da allora ho beneficiato solo di quattro brevissimi permessi. Attualmente il programma di protezione riguarda la mia compagna e i due mie figli, nonché mio cognato Manzi Pasquale e la sua famiglia.
ADR. D’Alessandro Luigi attualmente ha assunto il comando del clan, in grado quindi di decidere tutte le strategie dell’omonimo clan. Ci tengo a precisare che il dominio del clan D’Alessandro non è limitato solo al territorio di Castellammare di Stabia, ma si estende ai territori limitrofi. Basti pensare che anche i Di Martino Afeltra, sono in qualche modo sotto l’influenza dei D’Alessandro.

4-continua