lunedì, Dicembre 5, 2022
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Addio Isee: arriva il «Quoziente familiare»

Vantaggi in prevalenza per le famiglie numerose con risparmi medi annui di circa 800 euro

di Francesco Landolfi

Addio Isee, al suo posto il «Quoziente familiare»: vantaggi in prevalenza per le famiglie numerose con risparmi medi annui di circa 800 euro. Tradizione e cambiamento, in cima all’agenda del Governo Meloni fin dagli albori. Ed è subito rivoluzione del sistema tributario della Nazione. Tra le tante, nel Decreto Aiuti quater del neonato governo, emerge nel calcolo dei destinatari del Superbonus 110% una nuova regola di calcolo. Un assaggio, che crea scalpore e accende gli animi dell’opinione pubblica.

La discussione verte sull’Isee, caposaldo negli ultimi anni, per la valutazione e il confronto della situazione economica delle famiglie italiane. Le quali si servono di questo indicatore per ottenere determinate prestazioni agevolate. (Riduzione tasse universitarie, Assegno unico, Reddito e Pensione di Cittadinanza, etc …)
Il premier, sul modello francese, annuncia un cambio di visuale, una notevole svolta sul fisco, che stabilisce le aliquote di imposta in relazione al numero e alla condizione (disabilità, grado di parentela ed età) dei componenti del nucleo familiare. 

Passaggio dall’attuale visione individuale, sfavorevole per le famiglie monoreddito e con più figli a carico, ad un calcolo complessivo che abbraccia tutti i componenti della famiglia. 

Il quoziente familiare si differenza dall’attuale Isee perché nel calcolo non considera il reddito assoluto dei componenti del nucleo, ma quello relativo, dato dalla somma dei redditi del nucleo familiare «pesata» per dei coefficienti rappresentativi dei membri del collettivo famiglia. 

In termini pratici, questi i relativi coefficienti:

  • 1 per tutti coloro che lavorano;
  • 0,5 per il primo figlio;
  • 1 per altri figli, a partire dal secondo in poi;

È visibile ad occhio nudo quanto pesino di più i figli a partire dal secondo, a dimostrazione della non irrilevante svolta che sorriderebbe alle famiglie numerose. Le quali vedrebbero così un reddito complessivo inferiore rispetto alla situazione attuale e quindi una tassazione più morbida e molte più possibilità di usufruire del welfare statale.

Eurispes, in una delle sue ricerche, ha dimostrato che questa nuova regola di tassazione porterebbe ad un risparmio medio annuo di imposta di circa 800 euro per famiglia.  Alle casse dello Stato questo comporterebbe il sacrificio di parecchi miliardi di euro, che peró verrebbero recuperati sul piano del gettito fiscale generale dall’effetto positivo provocatosi intuitivamente sui consumi delle famiglie italiane.

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