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Purtroppo un altro pezzo della nostra cultura è stato perso! Forse Napoli non ha ancora accusato il colpo, ma non si può fare a meno di citarlo. Il 27 settembre scorso alle 21 circa si è spento serenamente, nella sua casa di residenza, il professor Namkhay Norbu Rimpoche. Coloro che hanno frequentato, a suo tempo, l’università Orientale di Napoli, e molte altre eminenti persone, lo hanno conosciuto. Egli, infatti, oltre all’attività che ha svolto nell’ateneo napoletano ha insegnato yoga nel quartiere Fuorigrotta di Napoli ma, soprattutto ed ancora oggi ne sentiamo l’eco, ha insegnato lo rDzogschen. Tibetano di nascita, aveva la conoscenza originaria di questo insegnamento unico nel suo genere che, fin dagli anni ’70, ha diffuso iniziando proprio da Napoli dove risiedeva con la propria famiglia. Qualche settimana prima di morire è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica italiana dal presidente Sergio Mattarella.

Prodromo di tale insegnamento in molti Stati nel mondo fondando comunità per esso; oltre che in Italia e quasi in tutta Europa, anche in America latina e in Australia ha diffuso la sua conoscenza originaria. Egli, quando il poco tempo a sua disposizione glielo permetteva, riposava nella sua attuale casa presso la comunità rDzogschen Merigar, fondata da lui, ad Aricidosso in provincia di Grosseto sul monte Amiata.

Molto si potrebbe raccontare di quest’uomo che è andato al di là della conoscenza che, in genere, ogni uomo si può vantare di avere. Lo stesso insegnamento che lui ha portato avanti negli anni va al di là di una semplice conoscenza culturale; esso tocca, nel suo essere, tutte le dimensioni che l’antropologia possa insegnarci, dibattendosi tra la filosofia e l’ontologia. Avvalendosi di tutti i temi che la razionalità e l’empirico che l’uomo possa credere, l’insegnamento ne svela la realtà reale che all’uomo sfugge. Eppure lo rDzogschen non è una religione ma bensì una disciplina meditativa che è e deve essere applicata dall’uomo; ma tutto questo ormai è già storia per noi.

Nel profondo ricordo di averlo conosciuto e seguito, come uno dei primi discepoli, mi associo per sempre al dolore ed al sentito cordoglio di tutta la famiglia Namkhay.

Natale Musella

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