L’inchiesta della Corte dei Conti

Inchiesta sull’acqua pubblica in Campania, gli inquirenti puntano i riflettori anche sulla Regione, e in particolare sul periodo in cui a Palazzo Santa Lucia c’era il governatore Stefano Caldoro. L’inchiesta è della Corte dei Conti, che si è avvalsa del lavoro investigativo effettuato dalla guardia di finanza. Secondo quanto riporta l’edizione odierna della Repubblica, nell’articolo a firma di Alessio Gemma, sotto la lente è finita pure una transazione del 2013 che, sottolineano gli inquirenti, consentì uno sconto del 25 per cento (vale a dire 70 milioni di euro) sui canoni dovuti dall’azienda alla Regione Campania. I finanzieri annotano nell’informativa di polizia giudiziaria: «La giunta Caldoro non ha tutelato gli interessi regionali permettendo al gestore Gori, da un lato, di poter usufruire di benefici economici, e, dall’altro, di fermare il trasferimento degli impianti idrici da Regione a Gori con grave conseguenze sulle finanze regionali».

La nota di Gori

Con riferimento agli articoli pubblicati sugli organi di stampa, GORI precisa, in primo luogo, che i titoli e i contenuti degli stessi contengono ricostruzioni che sembrerebbero effettuate sulla base di atti di indagine non in possesso della Società, per cui – allo stato – non è possibile verificarne l’attendibilità.
In ogni caso, si evidenzia che la GORI non è coinvolta nel procedimento della Corte dei Conti cui si fa riferimento negli articoli né comunque potrebbe esserlo, atteso che non è soggetta alla giurisdizione della medesima Magistratura Contabile.
Tuttavia, si rende quantomeno opportuno effettuare alcune precisazioni.
GORI, l’Amministrazione regionale e gli altri enti pubblici interessati – ciascuno nei rispettivi ruoli e competenze – hanno avviato sinergicamente un percorso per la risoluzione delle molteplici e complesse problematiche ereditate dal passato e che riguardano anche gli altri territori regionali non gestiti dalla GORI, alcuni dei quali con maggiori criticità, e di cui non si fa alcun accenno negli articoli.
Pertanto, non appena createsi le condizioni utili in conformità alle regole del settore, è stato avviato con successo il trasferimento alla GORI – oramai quasi concluso – delle opere regionali (centrali idriche e impianti di depurazione) gestite dalla Regione ed a cui si fa riferimento negli articoli. Sussistendo i presupposti, GORI – uno dei primi e più autorevoli operatori a livello nazionale nel settore dei servizi idrici – ha dato e sta continuando a dare, nel rispetto della legge, il suo contributo per migliorare la gestione dei servizi idrici, in particolare in tema di interventi per il collettamento alla depurazione dei reflui, ed assicurare i migliori livelli di servizio possibili, mettendo in campo le sue competenze e la capacità realizzative per fornire, nel più breve tempo possibile, le giuste risposte al territorio.

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