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La Regione Campania vuole da ‘Acqua Campania’ 80 milioni di euro. Cifra che la società per azioni concessionaria dell’Ente di Palazzo Santa Lucia per la gestione della fornitura idrica a Napoli e provincia non avrebbe mai versato dal 1992. Ovvero da quando è stata predisposta con un contratto, una convenzione di utenza per la somministrazione di acqua pubblica potabile ai comuni.

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Come riporta un articolo del ‘Corriere del Mezzogiorno’, a firma del collega Fabio Postiglione, la Regione stessa ha chiesto l’intervento della Corte dei conti per far luce sulla vicenda che vede coinvolta la società che gestisce l’acquedotto Campania Occidentale, il cosiddetto Aco, il sistema di Santa Sofia, oltre che il servizio di misura, fatturazione e incasso dei volumi di acqua potabile dagli acquedotti Ex Casmex.

L’obiettivo di ‘Acqua Campania’, nella trasformazione di un consorzio di enti ed aziende in società, è quello di far giungere nelle case dei cittadini campani acqua pura al minor costo possibile, ma per questo servizio questi ultimi pagano ai comuni che a loro volta girano gli incassi alla concessionaria. E qui arriverebbe il buco, ovvero, il mancato pagamento del corrispettivo da parte della società alla Regione. Un’accusa sulla quale l’indagine dovrà fare chiarezza.

 

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