Migranti

Il patto di spartizione tra le cooperative

Venticinque persone sono finite nei guai con la legge, poiché avrebbero lucrato sull’accoglienza ai migranti. E’ stata ribattezzata «Welcome to Italy» l’operazione di polizia e guardia di finanza di Cassino (in provincia di Frosinone) che ha portato alla denuncia, a vario titolo, di 25 persone. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di dipendenti pubblici o incaricati di un pubblico servizio, all’estorsione, alla truffa ai danni dello Stato e enti pubblici, alla frode in pubbliche forniture, abuso d`ufficio, malversazione ai danni dello Stato, emissione ed utilizzo di fatture false. Emessa un’ordinanza di applicazione di 18 misure cautelari personali e sequestrati beni per circa 3 milioni di euro.

L’operazione ha coinvolto
numerosi comuni
delle provincie di Frosinone,
Caserta, Isernia, Latina e Rieti

E ha messo in luce un articolato sistema di frode che, anche grazie alla corruzione di pubblici ufficiali preposti ai controlli e a sindaci, avrebbe consentito a due organizzazioni di appropriarsi indebitamente di ingenti somme di denaro. Riscontrati comportamenti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei rifugiati sia nel Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) che in quello dei Centri di accoglienza straordinari (Cas) gestiti dagli uffici delle Prefetture. Tra le condotte criminose individuate, l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e relative all’ottenimento di rimborsi non dovuti, frode nella fornitura di servizi ai rifugiati e richiesta di rimborso rette per rifugiati non più presenti sul territorio nazionale. Le indagini hanno permesso di appurare che le cooperative erano giunte a una sorta di patto «di non concorrenza» con cui si erano spartite il territorio dove operavano e i sopralluoghi hanno messo in luce ambienti fatiscenti e sporchi con blatte nelle cucine.