Svolta a Posillipo per il passaggio pubblico sul litorale, serve però un piano di sicurezza contro vandali e teppisti.
La decisione è finalmente arrivata dopo mesi di proteste, carte bollate e battaglie civili. Infatti, il Comune di Napoli e l’Autorità portuale hanno avviato le procedure legali per liberare l’accesso alla spiaggia delle Monache. La svolta è emersa durante l’ultimo Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Certamente si tratta di una vittoria per i cittadini onesti che reclamano il diritto di godere del mare pubblico. Tuttavia, l’apertura dei cancelli senza un controllo ferreo rischia di trasformare l’arenile nell’ennesima terra di nessuno.
Le famiglie e i residenti di Posillipo temono l’invasione selvaggia delle bande giovanili. Per questo motivo, il provvedimento di autotutela demaniale deve camminare di pari passo con un piano straordinario di vigilanza. Non basta semplicemente rimuovere gli ostacoli fisici posti dai condomini privati lungo le vie di discesa. Lo Stato deve garantire che questo splendido scorcio non venga devastato da orde di incivili.
I dettagli del provvedimento della Prefettura di Napoli
La riunione presieduta dal prefetto Michele di Bari ha tracciato una linea d’azione amministrativa molto chiara. Gli uffici pubblici stanno notificando un atto formale ai residenti del palazzo situato sul percorso. La nota esplicativa chiarisce l’intenzione di tutelare il demanio marittimo in tempi brevi.
Gli enti locali vogliono cancellare ogni sbarramento che ostacoli il transito pedonale dei bagnanti. La Prefettura informa che «si sta predisponendo una comunicazione di avvio del procedimento al condominio interessato, situato lungo le vie d’accesso alla spiaggia, con cui si manifesta l’intenzione di adottare provvedimenti di autotutela demaniale finalizzati alla rimozione di qualsiasi ostacolo materiale che impedisca il libero transito pedonale verso il demanio marittimo, riservandosi comunque ulteriori accertamenti sulla proprietà delle aree coinvolte».
La voce dei comitati civici e la battaglia legale al Tar
I movimenti territoriali che si battono per il litorale libero esultano per il risultato politico. Molti attivisti ricordano però che esisteva già un pronunciamento chiaro dei magistrati amministrativi. La giurisprudenza aveva dato ragione ai cittadini già all’inizio dell’anno.
Giuliano Esposito, esponente del comitato “Mare Libero”, ha commentato i nuovi sviluppi dopo il faccia a faccia con il prefetto. L’attivista ha dichiarato: «Se alle parole seguiranno i fatti, sarà una svolta». Esposito ha poi ricordato la necessità di eliminare i contenziosi pendenti. Una sentenza del Tar a febbraio aveva infatti invitato Comune e Porto ad agire per istituire una servitù di passaggio in via Posillipo 357. «Il Comune — ricorda Esposito — ha presentato ricorso al Consiglio di Stato. Ora lo ritiri».
L’allarme sicurezza e il pericolo delle baby gang a Posillipo
La legittima restituzione del litorale alla città apre un interrogativo inquietante sulla gestione dell’ordine pubblico. Molti bagnanti perbene esprimono forte preoccupazione per i continui episodi di microcriminalità sugli arenili napoletani. Spesso i ragazzi più giovani si rendono protagonisti di risse, minacce e atti vandalici.
I residenti chiedono presidi fissi delle forze dell’ordine agli ingressi della discesa a mare. Senza una barriera legale e penale contro i violenti, l’accesso pubblico diventerà impraticabile per le persone tranquille. Le cronache estive raccontano troppo spesso di aree naturalistiche trasformate in bivacchi abusivi controllati da branchi di teppisti. L’amministrazione deve proteggere la parte sana della città da questa deriva sociale.
La gestione dei bandi di concessione a Palazzo Donn’Anna
Durante il vertice in Prefettura i funzionari hanno affrontato anche il tema dei lotti balneari limitrofi. La commissione di gara ha esaminato le offerte economiche presentate dagli operatori privati. La procedura riguarda la gestione di due lotti storici a ridosso del palazzo monumentale.
In totale sono pervenute otto proposte commerciali per l’assegnazione degli spazi. Successivamente una domanda è stata dichiarata inammissibile perché non conteneva l’indicazione specifica del lotto richiesto. I tecnici hanno già valutato i progetti ambientali e turistici collegati. L’ingresso dei privati potrebbe aiutare a regolamentare i flussi, ma la vigilanza pubblica resta comunque insostituibile.
I tempi previsti per l’assegnazione degli appalti marittimi
L’amministrazione portuale intende stringere i tempi per non compromettere la stagione balneare in corso. I servizi di pulizia e salvataggio devono partire immediatamente per garantire l’incolumità delle persone.
Le istituzioni hanno fornito una tempistica precisa per la fine delle procedure burocratiche. «L’Autorità portuale — informa la Prefettura — ha comunicato che l’affidamento dell’appalto alla società aggiudicataria dovrebbe avvenire presumibilmente entro la prossima settimana. Con l’avvio del servizio, il concessionario garantirà tutte le attività necessarie presso le strutture interessate». Questo passaggio consentirà di avere personale presente sulla costa fin dalle prime ore del mattino.
I vincoli ambientali e l’obbligo di pulizia degli arenili
Gli accordi con le società vincitrici prevedono compiti precisi che vanno oltre i confini delle concessioni. I privati dovranno infatti farsi carico del decoro delle aree pubbliche confinanti.
Gli aggiudicatari dei singoli lotti avranno l’obbligo di ripulire costantemente le spiagge libere circostanti. Questa clausola risulta fondamentale per contrastare il degrado cronico causato dai frequentatori maleducati. Purtroppo, le immagini delle montagne di plastica abbandonate sulla sabbia si ripetono a ogni inizio d’estate. Il fenomeno testimonia una diffusa mancanza di rispetto verso i beni comuni e la strafottenza di alcuni bagnanti.
Il contrasto alla subcultura della violenza giovanile
Il problema del degrado costiero ha radici profonde che colpiscono il tessuto sociale cittadino. La maleducazione di molti giovani frequentatori si trasforma spesso in aperta sfida alle regole dello Stato. Per questa ragione le telecamere di videosorveglianza diventano uno strumento indispensabile.
Le forze di polizia devono identificare ed allontanare immediatamente i soggetti pericolosi. I cancelli aperti non devono diventare un invito all’illegalità diffusa per i baby criminali. La tutela dell’ambiente marino passa inevitabilmente attraverso l’affermazione della legalità sul bagnasciuga. Solo isolando i violenti si potrà restituire davvero il mare di Posillipo a tutti i napoletani.
Verso una gestione condivisa del litorale di Posillipo
La sfida della modernizzazione dei servizi balneari unisce oggi la Prefettura, il Comune e le associazioni. Il tavolo di coordinamento resterà attivo per monitorare l’andamento della sicurezza durante i mesi estivi.
L’integrazione tra controllo pubblico e senso civico rappresenta l’unica strada percorribile per salvare la costa. I cittadini devono collaborare segnalando tempestivamente i tentativi di sopruso alle autorità competenti. Intanto, l’ordinanza sindacale stabilirà gli orari di apertura e chiusura del transito pedonale. La spiaggia delle Monache deve rimanere un patrimonio collettivo difeso con determinazione dal vandalismo metropolitano.

















