Il caso di Belle arti

Si accelera per cercare di fare chiarezza sul caso hot scoppiato all’Accademia di Belle arti di Napoli. La Procura è al lavoro per acquisire in tempi brevi, tutte le informazioni possibili in merito alle presunte violenze, anche dai telefoni cellulari di entrambe le parti in causa (e pure del pc del prof), e poi avviare un confronto con persone informate dei fatti, tra i quali figura il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Giuseppe Gaeta, che ammonì formalmente l’insegnante Stefano Incerti (regista di fama), nei mesi scorsi. Si sta muovendo in questa direzione l’attività degli inquirenti incaricati di fare luce sui presunti abusi che una studentessa napoletana di 20 anni ha denunciato ai carabinieri di Posillipo. Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, il professor Incerti, ipotizzando nei suoi confronti il reato di violenza sessuale. Il docente, martedì sera, ha deciso di rassegnare le dimissioni. I legali del docente hanno provveduto nei giorni scorsi a consegnare spontaneamente agli investigatori i tabulati delle conversazioni via chat e social tra il docente e la ragazza intercorsi durante la loro relazione, dalle quali non emergerebbero fatti di rilevanza penale. Malgrado ci sia stata da parte dei legali del professore la richiesta di accelerare i tempi rimane fissata per il prossimo 6 marzo l’accertamento irripetibile durante il quale saranno eseguite le copie forensi dei cellulari della studentessa e del professore (contenuti delle chat, dei social, eventuali fotografie e video).

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su prof e studentesse: fanno le peggiori cose

Sia il prof che la studentessa sono stati costretti, a causa della vicenda, a ricorrere all’aiuto di psicologi. Nel frattempo, come riporta l’edizione odierna de Il Mattino, si registra un altro giallo, legato al caso dell’Accademia. Sarebbe arrivato ad uno stretto parente dell’ex docente di Belle arti (Incerti, appunto) un messaggio che recherebbe un video, audio, screenshot di conversazioni, materiale tagliato – riporta il quotidiano partenopeo – ad arte per dimostrare la colpevolezza dell’ex prof rispetto all’accusa di aver abusato di una sua alunna. Stylo24, nelle scorse ore ha pubblicato in esclusiva, una serie di chat che testimoniano del clima «libertino» vissuto all’Accademia, già negli anni passati.

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