La giovane ha denunciato il docente per presunte minacce e molestie

Il caso delle presunte minacce e molestie ai danni di una studentessa dell’Accademia di Belle arti di Napoli, da parte di un docente, si arricchisce di nuovi particolari. Nei giorni scorsi, la difesa del prof ha consegnato alla segreteria del pm che indaga sul caso, la «corrispondenza» intercorsa attraverso messaggi scambiati via chat tra l’insegnante e la giovane con la quale aveva intrattenuto una relazione del tutto consenziente (come ammesso dalla stessa studentessa). Parliamo di persone divise da una forbice di età sensibile, ma comunque di maggiorenni, che hanno il pieno controllo della propria vita e delle proprie scelte. Il caso è scoppiato dopo l’esposto che la ragazza ha presentato, al termine della relazione con il docente. Relazione che è durata due mesi circa (ottobre-dicembre 2019) e durante la quale, ha denunciato la ragazza, la stessa sarebbe «stata soggiogata» dall’insegnante. Come riportano organi di stampa, da quanto trapelerebbe al momento, dalla prima analisi del corpus di messaggi stampati depositati dalla difesa del prof all’attenzione degli inquirenti, non vi sarebbe alcunché dal tenore tale da avvalorare le ipotesi di minacce e molestie, che hanno portato, come atto dovuto, a iscrivere l’uomo nel registro degli indagati. Gli investigatori sono al lavoro, anche per comprendere come mai chat audio (di conversazioni private) siano state diffuse, tramite WhatsApp, ad altri studenti dell’Accademia. La diffusione di detti messaggi audio, in alcuni casi, ha dato avvio a una sorta di «gogna» social nei confronti del docente.

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