di Giancarlo Tommasone

La politica, in vista delle prossime elezioni, si sta confrontando anche sul tema del condono. Ma c’è da chiedersi quanto sia radicato il fenomeno dell’abusivismo in Italia e nello specifico in Campania e a Napoli. Tanto, anzi troppo, se si considerano i dati dell’Istat per il periodo di indagine che va dal 2005 al 2015. Undici anni in cui sono stati raccolti elementi che per quanto riguarda il Meridione in particolare, sono scioccanti. Si stima che quasi la metà delle case del Mezzogiorno d’Italia sia ‘fuorilegge’. Al Settentrione nel 2015 l’abusivismo è al 6,7%, al centro al 18,9%. Al Sud al 47,3%. In cima alla speciale classifica c’è la Campania, seguita dalla Calabria.

Uno scorcio della zona dei Camaldoli

Nella nostra regione il livello di abusivismo tocca il 50,6 per cento. Vale a dire che per 100 case costruite con i permessi del Comune, ce ne sono altre 50 abusive. A Napoli, riferendoci a dati aggiornati sempre al 2015, esisterebbero 135mila appartamenti abusivi, nella sola zona dei Camaldoli, sarebbero 35mila. Una zona quest’ultima ad alto rischio idrogeologico, quindi tagliata fuori – come giusto che sia – dalla possibilità di edificare. Quindi non avendo i permessi necessari, si è costruito lo stesso, ma secondo alcuni dei diretti interessati, non per speculazione edilizia, quanto per necessità.

Una delle Vele di Scampia

Da un’area di Napoli a un’altra. Non ci vuole molto a raggiungere Scampia dai Camaldoli. Si stanno esaminando i requisiti per gli aventi diritto, per i 400 abusivi delle Vele a cui bisognerà assicurare un tetto, basandosi sui dati del censimento del 2015. Premessa: le case disponibili sarebbero solo 300 e nel caso degli abusivi si tratta di una sorta di sanatoria, perché non potrebbero avere alcun accesso alle graduatorie. Secondo una prima stima saranno numerose le famiglie in cui ci sono elementi legati alla camorra che potrebbero entrare nel progetto «Restart Scampia». Le linee guida suggerite agli uffici comunali, per ovviare al problema, sono quelle di riferirsi a situazioni giudiziarie non definitive, quando si tratta di reati associativi.
Tutto ciò cozzerebbe con una delibera del 22 gennaio scorso, secondo la quale resteranno in lista tutti coloro che hanno carichi pendenti, mentre dovrebbero essere esclusi quelli colpiti da sentenze passate in giudicato (sempre per reati associativi).
Non poteva mancare una tappa nella terra in cui è nato e si è fortificato il clan dei Casalesi. A Casal di Principe ci sarebbero tra le 1.500 e le 2.000 abitazioni abusive. Per i proprietari di 600 case c’è la sentenza definitiva di condanna; per 230 manufatti fuorilegge sono state emesse dal tribunale le ordinanze esecutive di abbattimento. Quando si tratta di abusivismo edilizio, varrebbe quasi la massa che tutta la metà della Campania è paese.