giovedì, Agosto 11, 2022
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Abusi di Malacoccola a Sorrento: Tar boccia istanze e Comune

I magistrati amministrativi di appello hanno stabilito che tutte le richieste di sanatoria sono irricevibili

di Fabrizio Geremicca

«Benvenuti nell’azienda agricola De Gregorio. Una realtà immersa nel verde, a contatto con una natura incontaminata». E’ l’incipit della pagina internet che pubblicizza Marecoccola B&B, in via Malacoccola, a Sorrento. Si descrivono le camere standard, quelle con terrazzo, le deluxe e la suite. Il sito affaccia sull’isolotto dei Galli, è molto apprezzato e frequentato, ospita non di rado feste e matrimoni ed è meta di non pochi turisti incantati dal panorama.

Il problema, però, è che nel corso di quaranta anni l’area – compresa in zona FS parco territoriale, soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta ed a vincolo idrogeologico – è stata interessata da molteplici e reiterati abusi edilizi realizzati dai proprietari, i quali hanno presentato ben undici domande di condono edilizie. Il Comune di Sorrento le ha respinte e la vicenda è finita prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. I magistrati amministrativi di appello hanno ora stabilito che tutte le istanze di sanatoria sono irricevibili ed hanno sottolineato nella sentenza anche alcuni atteggiamenti quantomeno caratterizzati da inerzia da parte dell’amministrazione comunale nella repressione degli abusi edilizi perpetrati in serie.

L’attività edilizia abusiva

Le istanze di condono sono state presentate tra il 1986 ed il 2004 e riguardavano interventi sui tre fabbricati che preesistevano in loco, nonchè opere a corredo degli stessi, comprese quelle viarie. I giudici rilevano «la sostanziale continuità dell’attività edilizia abusiva» e «il continuo gioco di rimandi alla ricerca di margini di legittimità di singole opere, avulse dal contesto».

Stigmatizzano l’inerzia dell’amministrazione sorrentina perché tra i primi dinieghi (di sanatoria, n.d.r.) e conseguenti ingiunzioni di demolizione, risalenti ad ottobre 2000, e la presentazione delle nuove istanze di condono (10 dicembre 2004) sono trascorsi oltre quattro anni senza che sia dato conoscere quali atti il comune di Sorrento abbia posto in essere, pur avendo accertato in successive plurime occasioni il totale dispregio dei provvedimenti sospensivi, indi demolitori, via via adottati». Le toghe non nascondono, poi, lo stupore relativo al richiamo da parte dell’amministrazione «alle trattative attualmente in corso tra le parti».

Chiariscono, infatti: «La natura indisponibile degli interessi in gioco non parrebbe in alcun modo legittimare una qualche transazione sulle attività da effettuare in conseguenza degli atti impugnati, salvo un ripensamento della loro legittimità da parte dell’amministrazione, procedente, di cui tuttavia non è traccia agi atti in causa».

Ma quali sono gli abusi edilizi oggetto della contesa?

Eccone alcuni: opere di viabilità, sistemazioni esterne e piscina su aree in prossimità degli immobili, verande, un solaio, l’ampliamento di un seminterrato, un vano di ingresso ad arco e l’ampliamento dello spazio retrostante con sbancamento. Una serie di interventi i quali hanno profondamente alterato lo stato dei luoghi. In merito a cantieri e lavori in corso nell’area della Malacoccola negli ultimi anni il Wwf ha presentato vari esposti alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. L’ultimo nel 2020, nel quale il Panda segnalava lavori di movimento terra e sbancamento di roccia per portare una strada fino ad una costruzione al rustico ed allegava varie foto.

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