sabato, Novembre 26, 2022
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«Abete voleva colpire gli Amato-Pagano trattando con Imperiale»

Il pentito Antonio Leonardi racconta la strategia per indebolire gli Scissionisti

«Lelluccio di Ponte Persica», ovvero il super narcotrafficante Raffaele Imperiale, era il principale fornitore di sostanze stupefacenti del clan degli Spagnoli guidati Cesare Pagano e Raffaele Amato. Imperiale era una vera macchina da soldi per l’organizzazione. Arcangelo Abete, «nemico» degli Amato-Pagano, ne era a conoscenza e studiò un piano ingegnoso per indebolire rivali. A raccontarlo è il collaboratore di giustizia Antonio Leonardi in un’ordinanza a carico degli Amato-Pagano del 2016.

«Arcangelo Abete – dice Leonardi – conosceva assai bene questa persona (Raffaele Imperiale, ndr.), e verso luglio del 2011, quando ormai c’era già stata la scissione con gli Amato Pagano, l’Arcangelo voleva assolutamente contattare questo “Lello di Ponte Persica” che riteneva un personaggio fondamentale. Era proprio questo “Lello di Ponte Persica” il principale fornitore della droga degli Amato-Pagano e quindi lui rappresentava da tempo la loro carta vincente».

Era proprio «questo “Lello di Ponte Persica” a garantire importazioni di cocaina per diverse tonnellate per volta. L’obiettivo di Abete Arcangelo era, quindi quello di privare gli Amato-Pagano di questo loro fornitore che avrebbe dovuto lavorare invece solo per noi, ovvero per le cinque famiglie che si erano riunite per estromettere da Secondigliano gli Amato-Pagano» si legge nel verbale.

La «chiave del problema»

«Questo “Lello di Ponte Persica” era – secondo il pentito – in sostanza la vera e propria “chiave del problema”, ovvero colui che poteva determinare la svolta definitiva nei rapporti di forza tra noi e gli Amato-Pagano. Portare dalla parte nostra questo “Lello di Ponte Persica” significava mettere le mani ed acquisire il controllo della principale fonte di importazione della droga in Campania».

Se questa operazione fosse «riuscita, gli Amato-Pagano che già erano stati estromessi dal diretto controllo e della gestione delle piazze di spaccio di Secondigliano, sarebbero stati messi in un angolo. Abete Arcangelo mi disse che lui era riuscito a mettersi in contatto con questo “Lello di Ponte Persica” non riuscendo però concretamente a fissare degli appuntamenti».

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